Senketsu No Night Club: Ejiki

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L’immaginario evocato dalla musica dei Senketsu No Night Club è molto particolare: sembra di ascoltare una musica suonata in qualche malfamato locale jazz di in un’epoca post-apocalittica alla Blade Runner. Il gruppo è ormai arrivato al terzo disco. Questo nuovo Ejiki si caratterizza per sonorità se possibile ancora più brumose e desolate. In questo lavoro c’è meno spazio alla sperimentazione mentre troviamo invece grande protagonista il sax di Ferguson. Le tessiture ambient create da Leonardi e Vincenti creano delle atmosfere malinconiche senza tempo in cui la memoria vaga a ritroso nel tempo mischiando veri e falsi ricordi. Avevo ascoltato qualcosa di simile (con le dovute differenze) nel disco dell’artista Vidna Obmana (Dirk Serries) nel disco “Landscape In Obscurity” in collaborazione con Capriolo Trifoglio e Diego Borotti. Anche in quel caso c’erano in evidenza i fiati su un tessuto sonoro ambientale. Fin dall’iniziale “Hinshi No Kanaria” siamo proiettati in un paesaggio desertico sferzato dal vento. La successiva “Akuma No Ishi” è più intima ma non meno desolata con il sax in primo piano in quello che è il brano che forse più si avvicina ad una sorta di jazz futurista. Nella lunga “Birodo” (oltre 10 minuti) le atmosfere diventano ancora più impalpabili ed evanescenti evocando paesaggi “enoiani”. “Garan” è forse il brano più sorprendente in cui la tromba di Izzy Op de Beeck risulta molto efficace nel creare un’atmosfera senza tempo. Ci troviamo senza dubbio di fronte al loro disco più ambient: la loro particolare formula nel solco di sonorità jazz-noir lo rende in ogni caso riconoscibile e originale. Disponibile su Bandcamp: https://aquarellist.bandcamp.com/album/ejiki.

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