Velvet Kills: Bodhi Labyrinth

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A qualche anno di distanza da Mischievous Urges i due portoghesi Velvet Kills tornano con un nuovo, breve lavoro, Bodhi Labyrinth e mostrano una positiva evoluzione del loro sound. Non che lo stile, sia cambiato, per carità: la caratteristica ‘decadente’ di molti brani, la sensualità e le atmosfere oscure e ipnotiche sono sempre presenti, ma il tutto è ‘confezionato’ con cura e raffinatezza decisamente maggiori. Le sei tracce di Bodhi Labyrinth sono un ascolto piacevole e non troppo impegnativo, la trama ‘sintetica’ è efficace, con quel tocco ‘gotico’ che non guasta mai. L’opener “Bitch Face” è il tipico esempio della formula dei due: ritmo moderato, melodia gradevole e canto sensuale evocano uno scenario da ‘club’ cupo ma accattivante. Subito dopo “Cash and Move” è un vivace episodio ballabile con una parte vocale palesemente provocante, come è il caso anche di “In the Gold Mine”, dalle tinte un filo più fosche; “Noise” adotta poi una ritmica più impetuosa e incalzante. Infine, la graziosa “The Key” richiama nuovamente il clima ‘danzereccio’ e “Hangover Calling” conclude in modalità ipnotica e l’abituale ‘verve’ stuzzicante della vocalist un piccolo disco assolutamente godibile.

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