Kalte Nacht: Kalte Nacht

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Della scena greca abbiamo parlato a sufficienza su queste pagine, evidenziando come la musica dark si sia ritagliata anche lì uno spazio in cui si moltiplicano progetti ed esperienze di un certo interesse. Kalte Nacht è un duo – Nikos Konstantinidis e Myrto Stylou – attivo in questa scena da non molto: recentemente è uscita la loro prima – omonima – release con Geheimnis Records. La formula dei due, per la verità, propone ben poco di nuovo: cupe atmosfere minimal scandite da un basso di carattere con ‘rimbombanti’ rintocchi, melodie sintetiche per lo più riuscite, spesso adatte al dancefloor e la parte vocale incisiva a cura di Stylou che, senza virtuosismi di sorta, impone a questo amalgama tutto sommato consueto la propria personalità. L’opener “Ghost Dance” ci colloca esattamente nello scenario che abbiamo descritto: con ritmo ossessivo, basso tenebroso e voce profonda, gli ingredienti sono tutti qui e, ancora una volta, funzionano a dovere. Subito dopo, in “Humans Are Mistakes”, i colori non cambiano ma, pur se l’impostazione resta minimale, compaiono convincenti variazioni ‘sintetiche’, anche se è la successiva “Sanctum” che può definirsi una delle meno convenzionali e più intriganti. ”Inmost Desire”, arricchita dal contributo alla chitarra di Panagiotis Dedepsidis sperimenta poi una formula più ‘ansiogena’ e trascinante e l’urgenza si avverte anche nel canto ‘pressante’ della vocalist mentre “Nychta Skia” con il testo in greco, pulsa di visioni drammatiche cui il bel video – consigliatissimo! – di Nikos Chatzis rende decisamente giustizia. L’album termina con l’insolita “Kalte Nächte” e il suo inquietante spoken word sul tormentato sfondo ‘sintetico ricco di dissonanze, che conclude con il più sinistro dei paesaggi un lavoro dalla concezione ‘vintage’ ma che di certo lascia ben sperare.

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