AA.VV.: Last White X-Mas

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Area Pirata non è nuova ad operazioni di recupero di musica dal passato, alla quale ha restituito nuova vita e il ruolo che le spetta. Per questo motivo non si può non sottolineare l’importanza di un’uscita come Last White X-Mas, doppio CD in una bellissima edizione contenente anche documenti d’epoca, che molti presenti in quella stagione musicale – parliamo del periodo fra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80, con la nascita della scena hardcore punk: tanto per ricordare che, negli anni ’80, non c’era solo la New Wave! – hanno rintracciato per impreziosirla ulteriormente. Questa versione di Last White X-Mas ne segue altre due – la prima, in verità, risalente al 1983, incompleta e in cassetta – ma possiamo dire che è quella definitiva: settantuno brani, undici band dell’area toscana, tutte facenti capo al cosiddetto Granducato Hardcore (GDHC), in un ‘festival’ underground organizzato in modo nel complesso soddisfacente per l’epoca, all’interno dell’abbazia di San Zeno, chiesa sconsacrata di Pisa utilizzata solo per qualche evento pubblico. Il 4 dicembre 1983, un numero considerevole di giovani da molte zone d’Italia si riversarono nella cittadina sonnolenta inondandola di cultura underground e dando vita a una manifestazione che tanti non hanno più dimenticato: questa è storia, passata forse sotto silenzio ma più significativa di altre, narrate da voci ufficiali. Una storia che, nel segnalare la compilation, vogliamo provare a riassumere per quelli che l’hanno vissuta e per quelli che ne hanno soltanto sentito parlare. L’edizione pubblicata da Area Pirata è il frutto di un lavoro certosino sulla base di materiale sonoro originale rimasterizzato, senza snaturarne lo spirito, da Alessandro Sportelli che si occupò, allora, della registrazione; il booklet è ricchissimo e contiene anche un’imperdibile presentazione di Chris Chacon dell’etichetta americana BCT.
Ma tornando alla memorabile rassegna pisana, essa si svolse, come si accennava, il giorno di Santa Barbara, nel 1983. Delle dodici band che suonarono (solo undici, però, riprodotte nella compilation, in quanto l’attuale etichetta degli emiliani Raw Power, invitati allora poichè molto vicini alla scena toscana, ha sollevato, in questa circostanza, problemi di diritti) alcune sono in seguito sparite mentre altre hanno continuato ad essere attive in varie forme. Fra quelli che finirono troppo presto, per esempio, vi furono i lucchesi Brontosauri, gruppo estremo decisamente caotico, affine all’altro progetto lucchese, i Wardogs, anch’essi qui ampiamente rappresentati, che, se possibile, li battevano in aggressività e ‘crudeltà’ sonora, animati com’erano da posizioni politiche radicali. La carriera dei fiorentini Juggernaut durò qualche anno e se l’esibizione di Pisa fu tra le loro prime, ce ne furono ancora e vi fu anche un disco ufficiale pubblicato dalla Spittle. Non molti si ricorderanno degli Stato Di Polizia di Grosseto, autori di un ‘classico’ del genere come “Uccidi tuo Fratello”, qui ascoltabile al No.11, anche se alcuni della nostra età potrebbero averli in seguito sentiti al celebre locale Victor Charlie di Pisa mentre dei membri dei Putrid Fever, qui rappresentati da ben sette brani, qualcuno riuscì persino ad emigrare da Firenze in America. Se poi una band come i Dements da Viareggio non fece parlare di sè più di tanto, nonostante la sua proposta non fosse affatto banale, giacchè fu tra le poche a usare il sax nell’hard core punk, gli Useless Boys, forse un po’ fuori posto in questa compagnia, furono una ‘culla’ di celebrità in quanto vi fecero parte personaggi come Maurizio Curadi, Daniele Caputo e Alessandro Ansani, succesivamente ben noti al pubblico del garage/psichedelia. Degni di menzione gli Auf’schlag di Viareggio, anch’essi estremi e politicizzati – un brano intitolato “Wojtila Vattene”, presente al No.36 della compilation, la dice lunga sull’ideologia dei nostri! – mentre sui Cheetah Chrome Motherfuckers poco si può raccontare che non sia già stato detto – troverete, su queste pagine, anche la recensione di The Furious Era 1979-1987, una loro raccolta uscita anni fa sempre per Area Pirata – e, a quanto riportano molti che erano fra il pubblico, in quell’occasione furono totalmente travolgenti. Infine, non trascuriamo di citare i fiorentini I Refuse It, che introdussero, sì, le tastiere ma certo non per ‘ammorbidire’ il loro sound e, comunque, furono autori di uno dei pochi pezzi ‘canticchiabili’ del lotto, “Chocu Umeret” (al No.64!) e i Traumatic di Livorno, scatenatissimi quel giorno e noti per la loro intensa attività live in Toscana e anche all’estero, che degenerava spesso in risse e parapiglia di ogni tipo.
In conclusione, Last White X-Mas è una compilation di grande interesse e curata in modo impeccabile: non destinata a chiunque, è però imperdibile per chi si occupa di musica e per gli esperti del genere. Ad alcuni – ne siamo certi – provocherà commozione e rimpianto…

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