Grey Clouds Monolith: Grey Clouds Monolith

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Nella marea di produzioni dark-ambient ci si imbatte delle volte in dischi che, pur non essendo particolarmente innovativi e replicando formule già sperimentate, riescono in ogni caso ad avere qualcosa da dire. Questa è la sensazione che ho avuto ascoltando il nuovo progetto di Andrea Bellucci (Red Sector A, Subterranean Source, Iluiteq) e Yvan Battaglia (Carnera, Les Champs Magnetiques) denominato Grey Clouds Monolith. Il disco è molto oscuro ed evoca un universo cangiante e magmatico attraverso un’elettronica liquida, cupi rimbombi, ronzii e rumori concreti. Il suono ci immerge in una sorta di flusso ipnotico (ma è proprio questo lo scopo di questa musica) che altera la nostra percezione del reale. Come nella migliore musica ambient è l’inconscio dell’ascoltatore a venire scandagliato facendo emergere dal profondo ricordi sepolti che credevamo persi per sempre. Si tratta di un lavoro molto ben curato che, in alcuni momenti, mi ha addirittura ricordato Stalker, capolavoro e pietra d’angolo del genere pubblicato nei primi anni ’90 da Robert Rich e Lustmord. Le 7 tracce in cui è diviso l’album riescono a creare una dimensione parallela e metafisica prossima ad un’estetica nera. Tutto è oscurità in questa musica che però non è immobile ma è invece in costante movimento. Grey Clouds Monolith esce in cd in un’elegante edizione digipack a 6 pannelli per la Toten Schwan Records in sole 100 copie. Disponibile su Bandcamp: https://totenschwan.bandcamp.com/album/tsr-116-grey-clouds-monolith.

 

 

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