Prurient: Casablanca Framethrower

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Ritorna Dominik Fernow con il suo progetto Prurient: il nuovo disco Casablanca Framethrower è nel solco di un industrial corrosivo e deflagrante che metta a dura prova l’ascoltatore. Tutte le tracce sono caratterizzate da cupe sonorità noise deflagranti su cui svetta la voce parossistica di Fernow. Siamo di fronte ad un immaginario di morte e distruzione che fa pensare ad un bombardamento a tappeto durante la seconda guerra mondiale. Non sembra esserci posto per la speranza nell’universo claustrofobico di questo artista. Certo ci si può domandare il senso di comporre musica estrema come questa. In realtà siamo di fronte ad una proposta che vuole essere la colonna sonora di scenari desolati con città rase al suolo. Le ambientazioni sono cupe, monotone e senza compromessi: ascoltiamo un death-industrial  che ha fatto sua la lezione dei Throbbing Gristle, degli SPK e di Maurizio Bianchi. Titoli come “D-Day Rape”, “Normandy Reaper – Snow On The Atlantic, “Most Cannibals Were Women” e “Guadalcanal Necrophilia” sono esemplificativi dei temi trattati da Dominik Fernow. Ci sono momenti in cui le atmosfere sono più pacate ma la tensione rimane in ogni caso molto alta e non lascia respiro. Raramente, anche nelle produzioni industrial e noise più deflagranti, ho avvertito un senso di fine imminente come in quest’occasione. Questa è la musica che preannuncia la Distruzione della civiltà occidentale. Dominik Fernow è un piccolo demone che trama nell’ombra e che anela all’annichilimento totale della nostra cultura. Se siete seguaci della musica industriale delle origini e del noise questo disco fa per voi.

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