AimA & The Illusion Of Silence: Music for Certain Rituals

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Ci fa piacere parlare di Music for Certain Rituals, debut album di un progetto nato dall’unione di due figure musicalmente già note: AimA & The Illusion Of Silence è infatti formato da Aima, attiva in molti ambiti ma che ricordiamo anche per le belle esperienze di Les Jumeaux Discordants e Allerseelen e Luca Bonandini che, sotto il monicker di The Illusion Of Silence, da alcuni anni crea musica di atmosfera, fra il neoclassico e il dark-folk. L’accostamento fra i due ha prodotto frutti assai validi, giacchè Music for Certain Rituals è un concept sui culti misterici orfici i cui inni e testi oscuri sono stati musicati da Bonandini e ‘animati’ dal canto sorprendente di Aima. Il disco non può certo essere definito un ascolto facile ma, anche senza il sostegno di una solida cultura classica, sa decisamente ‘catturare’ con i suoi criptici, tenebrosi scenari. “To the Sun”, per esempio, esordisce con note cupissime che sfociano in una singolare melodia dotata di un’armonia tutta da scoprire, perfetta per accompagnare le liriche invocazioni di Aima. “To the Moon” apre un paesaggio freddo e siderale ‘smussato’ dal canto lento, di ammaliante dolcezza, tanto che le parole recitate in italiano poco aggiungono alla magia del contesto; “To Mars”, uno degli episodi più riusciti, è pervaso da una cupa suggestione per le sonorità ricche di echi tribali e per la voce che si dispiega con forza. Da apprezzare anche “To the Graces” in cui il paesaggio di impronta ambient risulta ancor più oscuro, quasi opprimente, nonostante il canto sia vicino a una preghera, mentre “To the Sea” restituisce uno scenario ‘acquatico’ dominato da toni vocali ‘ultraterreni’; “To Victory”, altro bellissimo brano, raggiunge letteralmente altezze celestiali. Infine non si può non citare “The Paetilia Tablet” – la tavoletta orfica di Petelia, conservata nel British Museum – che oscilla fra impeto e arcana solennità o “Spiritui Carmen” con i suoi plumbei suoni, che vede inoltre il pregevole contributo di Evor Ameisie (Northgate, Camerata Mediolanense) nel coro in sottofondo e “To Death”, che raggiunge l’acme dell’oscurità grazie ad un pianoforte dalle note davvero lugubri e il canto che ricorda vagamente Diamanda Galas: Music for Certain Rituals è quindi un album impegnativo e di valore, che merita di essere scoperto e amato.

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