Ist Ist: Architecture

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Somigliano ai Joy Division e ai primi Editors gli Ist Ist da Manchester. Quindi? Per ascoltarli occorre accantonare per un momento la ricerca del ‘nuovo’ a tutti i costi senza rinunciare al piacere genuino di scoprire l’energia, la naturalezza, la cupa ma spontanea attitudine di questa musica che trae la sua ‘linfa’ da un genere non finiremo mai di amare. Attivi dal 2014 circa, gli Ist Ist si sono pazientemente costruiti un piccolo ma attento seguito che, quest’anno, ha potuto salutare con soddisfazione l’uscita del debut album, Architecture: dieci tracce di postpunk limpido e godibile, sospese fra tradizione e modernità ma che ci parlano di una band che ha le idee chiare e non si limita a ‘riprodurre’ idee del passato. Vediamo l’opener “Wolves”: esordio ‘ruvido’, voce estremamente carismatica, chitarra tormentata sono caratteristiche che la rendono subito apprezzabile. Poi, l’ottima “You’re Mine”, uscita anche come singolo, ci ricorda di nuovo la magia di una bella chitarra wave e il canto profondo di Adam Houghton si insinua nella nebbia del ricordo; “Black” e “Discipline” ridefiniscono l’idea di postpunk revival come dovrebbe essere, mentre “A New Love Song”, notturna quanto tesa, riporta l’orologio indietro di un po’ di anni, scandendo seccamente il tempo con un’ossessione cadenzata mentre la trama sintetica, insieme all’intensità del canto, evoca nel buio la band di Ian Curtis. I Joy Division aleggiano ancora nella seguente “Silence”, altro brano davvero riuscito, martellato da un basso ‘indelebile’, lo stesso che ‘trionfa’ in “Drowning In The Shallow End” ove pure lo scenario appare lievemente ‘schiarito’ seppur dominato da una malinconia inesprimibile; “Night’s Arm”, oscura e aspra, resa ‘cattiva’ dal basso più cupo che c’è, apre dunque la strada ai due pezzi finali: “Under Your Skin” con il suo mood ‘depresso’ma non privo di passione e “Slowly We Escape” che conclude con colori talmente tenebrosi che quasi si avverte la presenza del ‘re inchiostro’, un album perfetto per i nostalgici ma che anche i più giovani potrebbero gradire.

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