LDV/La Dolce Vita – Live in Monfalcone (GO) 16/8/2020

0
Condividi:

L’ultima volta che li vidi (pre-blocco, questo spartiacque fra “prima” e “dopo” che segnerà le nostre esistenze, inevitabilmente), non fu certo una serata da definire memorabile. Causa i suoni, che non resero onore al solito impegno profuso senza risparmio dal quartetto. Poi un rinvio per maltempo, mentre mi trovavo a centinaia di chilometri di distanza, ha permesso questo insperatoricupero”, meglio così, avendo cassato dal mio vocabolario la parolarimpianto”. 

 LDV sono il filo rosso che unisce Buzzcocks/Wire agli Who. Passando per i fondamentali Jam. Un suono spigoloso, fatto di nervi e di cuore pulsante. La visione disincantata di chi osserva dalla finestra, di chi fugge dal quotidianovestendo la giacchetta bella”. Col sole declinante che bacia la fronte e la brezza annunziante la sera che accarezza la pelle liscia delle guance. Se si isola ogni singolo strumento, il quadro si fa più nitido: la ritmica che innalza pavesi sixties, la solista che taglia, la sezione ritmica che alza il muro, il muro del suono sul quale s’inerpica la voce. Tutto perfetto, tutto da manuale. L’epica del post-punk, ma non solo. Poi quando irrompono le tastiere, il tutto s’ammanta dell’aura solenne evocata dai Simple Minds quando erano ancora giovani, disillusi ma risoluti ad iscrivere il loro nome nel grande libro del rock. Urlavamo che non c’era futuro, ma stavano già consolidando l’allora presente, tutto il presente, facendo leva sul passato 

E sempre, e soprattutto, con Stile. Ce lo insegnò Bryan Ferry, il nodo della cravatta, perfetto a stringere la gola, ultimo schiaffo del dandy ad un mondo di barbari.  

 

 

 

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.