Twin Towers: Chaos & Banana

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Sembra più un divertissement che una dichiarazione di stile l’Ep Chaos & Banana del progetto italiano Twin Towers, frutto, come ammesso dagli stessi autori, della quarantena legata alla pandemia in corso. La storia dimostra che, quanto minore è lo spazio fisico, tanto più la fantasia e l’estro sono in fermento: ecco che Kela, nome dietro cui si nasconde il valido musicista e produttore Michele Caserta dei Drama Emperor, e Vanni (si tratta di Vanni Fabbri del progetto di culto La Tosse Grassa) uniscono le forze per fornire una versione di EBM, industrial e l’intero mondo ‘sintetico’, che vale proprio la pena ascoltare. Le influenze oscillano fra le varie anime del postpunk, le sonorità sono più ‘abrasive’ che accattivanti, il mood caustico, ma che l’operazione abbia un senso è evidente fin dalle prime note. Vediamo l’opener, “Umbrella”: suoni elettronici graffianti e attitudine che, onestamente, ricorda il punk, sono gli ingredienti di un pezzo che risulterebbe quasi ipnotico se non fosse tanto ‘tirato’. Nella seguente “Effi is Black” si utilizzano robusti canoni electro e voci ‘manipolate’ per una sorta di caricatura del genere, mentre “Big Mama”, uno degli episodi più interessanti, sembra riflettere il caos industriale di uno paesaggio impazzito ma plausibile; “The Joyful City” presenta un’immagine decisamente distorta del senso del suo titolo. Infine, se la cover di “Sato-Sato” dei D.A.F. riesce ad essere ben più convulsa e cattiva dell’originale, la title track, che conclude il disco, propone un momento fra l’alienato e il divertente, fatto soltanto di una esile trama elettronica e di una parte vocale che ‘gioca’ con effetti e parole: se Chaos & Banana doveva servire ad alleviare la noia del lockdown beh, ci può davvero stare. Ma, a nostro avviso, c’è dell’altro.

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