Deerhoof: Future teenage cave artists

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Undici canzoni impastate di melodie dagli spigoli frastagliati che ti graffiano la pelle, ove tutto pare finire d’un tratto per poi ricominciare altrove, da tutt’altra parte. Lontano o vicino 

 Sedici albi dal 1997. Ne possiedo tre, ma non sono andato a riascoltarli. Anche perchè sono tutti ante 2010. Poi frammenti. Di polvere, come quella che si deposita su Future teenage cave artists. Frammenti indie-rock/punk/noise/etc che, se inalati, provocano stordimento. E la voce di Satomi Matsuzaki che da sola vale un quarto di opera. Ma questa è una mia considerazione personale. Zig-zagando tra stili ed epoche, hanno comunque definito un’impronta identitaria. Sempre avanti. Poi magari a qualcuno staranno anche antipatici, per quel loro fare un po’ snob. Suonano ciò e come pare a loro. Tanto da intitolare “Fraction anthem” un brano che tutto è fuorchè un inno. Ma loro sono i Deerhoof, da San Francisco, CA, ed un motivo c’è. Poi arrivano le chitarre di “Damaged eyes into the beautiful overhot sun” a rimettere ordine, o almeno ci tentano. Le voci, il ritmo che si spezza, ma quanto è bella questa canzone? Ma è un attimo, perchè tosto t’assale il dubbio che in fondo abbiano solo voluto scherzare 

 

Indie “canterburiano” trapiantato in California (del Nord) 

 

Personale: Satomi Matsuzaki, Ed Rodriguez, John Dieterich, Greg Saunier 

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