Jahbulong: Eclectic poison tones

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C’è qualcosa di indefinimente minaccioso nel sound dei Jahbulong. Power-trio veronese in attività dal 2025 e titoalre ad oggi di un omonimo debutto risalente al 2017 e di uno split con i compagni d’etichetta Moongose dell’anno seguente. E di una discreta attività live di contorno anche a nomipesanti” (High Reeper uno di questi), il che non guasta mai. 

Doppio ellepì in confezione apribile, due brani per lato, quasi un’ora di musica, questa la contabilità. Poi i riff colossali, la pece nerissima che s’appiccica alla struttura di queste litanie dall’impianto colossale edificato da chitarra/basso/batteria e supportate in due episodi dall’organo dell’ospite Cristian Barbazeni.  

L’anima deviata (e dopata) degli Sleep intenti ad osservare il mondo dall’alto della Montagna Sacra, con i Black Sabbath a concedere il loro beneplacito, in Eclectic poison tones il suono si fa più definito, lasciando sempre margine ad una certa dose di acidasporcizia”, certo, ma il terzetto ha maturato nuove esperienze che mette a frutto totalizzando quattro episodi convincenti, fin dall’iniziale “Under the influence OF THE FOOL”, caratterizzata da un tonitruante finale che pare annunziare l’apocalisse. Per po chiosare con il quarto d’ora strumentale di “THE EREMITE tired out (Sweed dreams)”, sonorità piene, distorsioni, mestissima e scurissima sinfonia del trapasso. Non solo stoner, con Eclectic poison tones i Jahbulong cercano una via personale al genere, prendendo in carico elementi diversi, anche se non innovativi. Gli adepti apprezzeranno. 

 

Personale: 

Martino Tomelini, basso 

Nicolò Bonato, batteria 

Pierpaolo “Paul Vinegar” Modena, voce e chitarre 

Copertina di Nino Cammarata 

Organo: Cristian Barbazeni 

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