Death In June: The Corn Years Plus

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I Death In June sono sempre stati accusati dai detrattori di essere dei nazisti (il titolo di una loro raccolta era, non a caso, Discriminate!) ma il valore della loro musica rimane alto (almeno fino a un certo punto della loro carriera). Non si possono però negare alcune volute ambiguità che sono, in alcuni casi, di cattivo gusto. Senza dover per forza abbracciare ideologie pericolose (tenendo sempre presente chealcuni pensatori come Nietzsche possono comunque diventare pericolosi) io credo che sia impossibile non notare la decadenza della nostra società attuale. In questo senso la Morte in Giugno simboleggia una sorta di antidoto contro il politicamente corretto e l’ipocrisia da cui siamo pervasi. Douglas P. è un grande poeta e la sua figura può essere avvicinata a scrittori come Jean Genet, Yukio Mishima, Céline o Dante Virgili.

In occasione dell’approssimarsi del 40°anniversario del gruppo l’etichetta francese Steelwork Maschine ha pubblicato nel 2020 2 ristampe di 2 dischi importanti e simbolici della Morte in Giugno come The Wall Of Sacrifice e The Corn Years in formato cd con allegato 7’ (in vinile nero e colorato). All’epoca questa antologia ha costituito per tanti una sorta di “best off” e ha anche rappresentato la migliore introduzione alla loro arte. In una discografia fin troppo frammentata in diverse edizioni The Corn Years è stato per molto tempo il loro prodotto più fruibile (ma, col senno di poi, considerando il successivo florilegio di ristampe assurde in marmo e altri formati lo è ancora oggi) e fu scelto dallo stesso Douglas P. come prima uscita ufficiale dei Death In June in cd (allora questo supporto stava nascendo mentre oggi, ironia della sorte, sta morendo). Il cd vendette benissimo e il motivo era che conteneva il meglio di 2 dei lavori più rappresentativi in assoluto della loro carriera ovvero Brown Book e The World That Summer.

In The Corn Years Plus possiamo riascoltare brani immortali come la filastrocca macabra di “Helige Tod” (Santa Morte) o un vero e proprio classico come “Runes and Men”, uno dei momenti più incisivi della loro produzione in cui il testo ci riporta alla memoria oscuri tempi dimenticati in cui le rune guidavano il nostro spirito: il tutto assume un sapore diverso bevendo, come suggerisce Douglas P., un vino tedesco. In “To Drown A Rose” svetta la voce di Rose McDowell mentre viene evocato il simbolo della rosa. “Come Before Christ and Murder Love” rimane poi forse una delle migliori canzoni mai composte da Douglas P: il brano si avvale di una melodia irresistibile ed è sorretto dalla chitarra acustica e dalla tromba. In questa raccolta ci sono altre classiche ballate neo-folk come la splendida “Break the Black Ice” e “Rocking Horse Night”. Il singolo in vinile contiene anche un nuovo mix di “Break The Black Ice”. A ben vedere Douglas P. non ha inventato niente e ha attinto a piene mani dal folk e da artisti come Leonard Cohen, Nick Drake e Syd Barrett. In ogni caso non si può negare la sua capacità di aver scritto delle grandi canzoni che sono rimaste nel nostro immaginario.

Disponibile sul sito della Steelwork Maschine al seguente link:

https://www.steelwork.fr/175-death-in-june

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