Dome La Muerte and the Diggers: The house of Lily

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Dome La Muerte riassembla i suoi scavafosse (sapete come si traduce in friulano? Pizighet, vocabolo che quando ero piccolo suscitava in me una sconsiderata ilarità), tra i quali doveroso segnare il nome di Iride Volpi (con quale autorevolezza essa tiene il palco, anche quando lo divide con la Signora Oberti ed il Signor Tony Face, oltre al Nostro, cari miei!), e ci fa dono di un brano che è, semplicemente, una piccola perla di r’n’r rollingstoniano suonato in uno scantinato di Cleveland nel 1980, mese più mese meno.

Sporcato a dovere, semplice ed essenziale, perché così è e deve essere.

Sul lato B (sì, insisto con questa obsoleta definizione…) spicca la personale, ma rispettosa versione di “Same some action” dei Flamin’ Groovies (che vidi a Tarcento, la Perla del Friuli, nel… oops, 1986!), la linea retta che unisce presente e passato, e che tracceremo anche in futuro.

La voce, quelle linee di chitarra così lineari, ma così coinvolgenti, la sezione ritmica che pompa sangue al cuore del r’n’r, perché è così che ci piace.

Sì, mi sono commosso, che c’è di male?  

 

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