Profligate: Too Numb to Know

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Profligate è il progetto solista di Noah Anthony di Philadelphia, musicista elettronico attivo in vari contesti. Con Too Numb to Know, l’album uscito quest’anno, egli sceglie una formula più accessibile rispetto al passato, ovvero uno stile orientato alla darkwave e alle sue manifestazioni più note, alieno da eccessivi sperimentalismi. I dieci brani di Too Numb to Know rappresentano un palese omaggio all’estetica dark nella sua versione più lineare, con soluzioni vicine al synthpop godibili all’ascolto: insieme all’abituale ‘armamentario’ elettronico egli utilizza occasionalmente chitarra e batteria, cha attenuano la freddezza spesso caratteristica di questo stile musicale e anche della voce, nel complesso, c’è poco da lamentarsi. Vediamo l’opener “Mask”, che propone uno scenario sognante scandito da una ritmica nitida e decisa e impreziosito da vivide note di chitarra. Subito dopo, in “Hang Up” l’atmosfera si appesantisce divenendo sinistra, il basso rimbomba e anche la melodia elettronica suona decisamente inquietante; “ Tula” è uno degli episodi più originali con un arrangiamento variegato e insolite combinazioni sonore, mentre “A Little Rain” ‘trionfa’ con un motivo gradevole e minimale. Quindi, “No Clear Way” è un esemplare riuscito di synthpop in chiave Depeche Mode e se in “We Can Punish” riappare il mood sperimentale, “Drink A Spider”, cupa quanto trascinante, guarda palesemente agli anni ’80; infine, i suoni evocativi di “Just a Few Things Wrong”, il clima fra il meditativo e l’ideale di “My Days” e la raffinatezza di “A Stranger” concludono in modo piacevole un disco assolutamente meritevole di attenzione.

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