Starfuckers: The Eternal Soundcheck

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Gli Starfuckers sono stati uno dei gruppi rock italiani più interessanti e innovativi. Sono stati attivi fra il 1987 e il 2004. In realtà il loro primo disco Metallic Deseases (pubblicato nel 1989 dalla Electric Eye di Claudio Sorge) era debitore delle sonorità di Stooges e Sonic Youth. All’epoca la Electric Eye di Pavia era l’etichetta di punta dell’allora scena neo-psichedelica e garage-punk italiana. In retrospettiva, nonostante la critica pompasse al di là dei loro meriti i gruppi di questo filone, i nomi che hanno lasciato il segno sono pochi fra cui ricordo Paul Chain (un personaggio comunque sui generis), i No Strange, i Not Moving, gli Effervescent Elephants e i Birdmen Of Alkatraz. Ben presto gli Starfuckers si indirizzarono invece verso una fusione originale di rock, avanguardia, industrial e musica concreta. In questo senso i loro dischi migliori sono Sinistri (1994) e Infrantumi (1997) anche se è con (Infinitive Sessions) (2001) e Free Pulse (2005) che hanno ulteriormente estremizzato il proprio linguaggio. A testimonianza di quel mitico e mitologico periodo ora la Spittle rende disponibile The Eternal Soundcheck (il nome deriva da un commento fatto da Lydia Luch a proposito di un loro concerto) quello che, a tutti gli effetti, era un “live” perduto registrato al Link di Bologna nel 1999. Per l’occasione gli Starfuckers erano nella classica formazione a 3 formata da Manuele Giannini (chitarra, echoplex, voce), Alessandro Bocci (synth, sampler, giradischi, effetti) e Roberto Bertacchini (batteria). Ho parlato di “live perduto” in quanto, in origine, il disco doveva uscire per la Drunken Fish ma purtroppo la maggior parte delle registrazioni vennero danneggiate. Solo ora gli Starfuckers sono riusciti a recuperare 40 minuti di quella musica. Come da loro scritto nelle note di presentazione “TES testimonia una fase del nostro percorso musicale che non aveva ancora trovato riscontro discografico. Dietro la realizzazione di ogni nostro disco c’è sempre stata un’idea musicale generatrice diversa dal disco precedente, e TES è frutto di un’idea inedita dal punto di vista delle nostre pubblicazioni discografiche”. Nelle intenzioni del gruppo il concerto sarebbe dovuto durare 6 ore. Oggi possiamo ascoltare 2 tracce di circa 20 minuti di durata intitolate “Colei con cui Mutilati” e “Infinito”. Quella che ascoltiamo è pura musica di avanguardia: sembra di ascoltare una versione dei Sonic Youth al cubo mentre suonano con Bruno Maderna. Le atmosfere sono grigie, cupe e astratte e la musica vi farà letteralmente andare fuori di testa. The Eternal Soundcheck è il capolavoro perduto del rock italiano.

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