Coil: Musick To Play In The Dark

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Musick To Play In The Dark è un disco oscuro e sotterraneo che ha rappresentato la nuova fase della carriera dei Coil. A mio avviso si tratta del loro capolavoro e, col tempo, è diventato un vero e proprio oggetto di culto anche a causa della mancanza di ristampe (si potevano trovare solo alcuni bootleg russi mentre le copie originali dei cd viaggiano da un minimo di 70 a un massimo di 150 Euro). Ora sembra che, in questo senso, qualcosa si stia muovendo nel frastagliato catalogo Coil: l’etichetta indipendente americana Dais Records (specializzata in avanguardia) ristampa, sia in vinile (in diverse edizioni colorate) sia in cd, Musick To Play In The Dark. Era ora che venisse resa di nuovo disponibile questa perla. Con i Coil avevo un rapporto controverso: pur apprezzando dischi come Scatology e Horse Rotorvator (in particolare un brano come “Ostia”) trovavo la loro musica troppo frammentaria e schizofrenica. L’ingresso in formazione di Tighpaulsandra (già presente in Moon’s Milk) è stato decisivo nel cambiare direzione al loro sound: finalmente i Coil (pur non essendo dei virtuosi) suonavano in maniera pacata e coesa mantenendo un’atmosfera arcana e decadente per tutta la durata del disco con le tastiere e l’elettronica in primo piano su cui spiccava il vocione carismatico di John Balance. In pratica hanno reinventato il suono post industriale.

Questo primo volume di Musick To Play In The Dark contiene 6 tracce per una durata totale di 60 minuti. Il disco si apre con la litania sepolcrale di “Are You Shivering?”: il recitato minaccioso e cupo di John Balance (sembra quasi uno dei cenobiti evocati da Clive Barker in Hellraiser) è accompagnato da un cupo “drone” di organo e da cori inquietanti che evocano atmosfere “lovecraftiane”. La successiva”Red Birds Will Fly Out of the East and Destroy Paris in a Night” è un omaggio ai Tangerine Dream del periodo di “Phaedra” e getta un ponte fra la musica cosmica tedesca e il post industrial. “Red Queen” si rivela invece una splendido brano dominato da un pianoforte jazzato ma con un “feeling” gotico che è il loro marchio di fabbrica. “Broccoli” si snoda in modo bizzarro, liquido e ondulato per lasciare poi spazio ai deliri di “Strange Birds”, una sorta di “collage” di fonti sonore non identificate in cui ascoltiamo il canto di uccelli di altri pianeti. La chiusura è affidata alla lunga “The Dreamer is Still Asleep”, un’invocazione ad un oscuro e misterioso sognatore che potrebbe essere anche Cthulhu conoscendo l’influenza di H.P. Lovecraft per l’estetica artistica dei Coil.

I Coil stavano cambiando pelle dimostrando come la lora arte fosse in costante evoluzione. Sono stati degli artigiani sopraffini che sapevano unire in maniera alchemica elementi diversi (l’industrial, il dark-ambient, l’acid house, il krautrock) ottenendo una sintesi originale. Il successivo volume 2 proseguirà sulle medesime coordinate sonore e verrà sicuramente anch’esso reso disponibile. Questa è sicuramente la ristampa dell’anno. Disponibile su Bandcamp: https://coilofficial.bandcamp.com/album/musick-to-play-in-the-dark.

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