Eyeless In Gaza: Caught In Flux

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Gli Eyeless In Gaza sono un gruppo di culto. Hanno sempre avuto una fama sotterranea all’interno della scena new wave della prima metà degli anni ‘80. Il duo era formato dal grande Martyn Bates e da Peter Becker. Martyn Bates ha poi proseguito il suo percorso con una scintillante carriera solista che lo ha visto esplorare sonorità prossime ad un folk etereo ed ancestrale. Gli Eyless In Gaza, rispetto alla media del periodo, erano molto originali pur non essendo  tecnicamente eccelsi. Il loro primo disco Photographs Of Memories è oggi considerrato un piccolo classico mentre il successivo Caught In Flux ne ripercorreva le orme (pur nella ricerca di nuovi suoni) in maniera convincente. Fra melodie minimaliste, memorie Suicide, Ultravox e Clock DVA possiamo ascoltare un sound che ancora oggi suona fresco e convicente. Ora la Spittle ristampa proprio Caught In Flux abbinandolo all’EP The Eyes Of Beautiful Losers, in origine allegato alla prima stampa del vinile. Il riascolto di questa musica non fa che confermare come siamo in presenza di un gruppo particolare la cui sintesi di post-punk, elettronica e psichedelia all’epoca era avanti. In questo secondo lavoro traspare un certo allontamento dalle tipiche coordinate post-punk. Fra le tracce migliori segnalo la melodia eterea dell’iniziale ‘Sixth Sense”, non lontana da alcune atmosfere dei This Mortal Coil (con cui, non a caso, collaboreranno), il post-punk grezzo di “Voices From The Track”, il minimalismo alla Suicide di “Scale Amiss” (se vogliamo in anticipo su certe successive tendenze shoegaze), la Kraut-Rock “The Decoration” (l’inizio sembra uscire direttamente dal primo disco dei Neu!), la cosmica ed elettronica “Half-Light” e la nervosa e tagliente “Skeletal Framework”. Le tracce presenti nell’EP sono sulla stessa falsariga con la title-track solenne a disegnare arabeschi cangianti. In “Still Air” ci sento in nuce l’evoluzione del Martyn Bates solista mentre “Out From The Day To Day”, “True Colour” e “Keynote Inertia” ritornano su soluzioni già ascoltate in precedenza. Un recupero d’archivio doveroso che riscopre un nome storico del sottobosco degli ‘80. Disponibile su Bandcamp: https://spittlerecords.bandcamp.com/album/caught-in-flux

 

 

 

 

 

 

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