Faith: Priestess

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Priestess è opera costruita letteralmente sulla e per la voce di Federica Sciamanna. Della quale disvela l’anima più calda, avvolgente.

Che Federica sia valente cantante lo abbiamo appurato grazie alle belle prove fornite sui dischi del suo progetto principale, The Shiver autori di “Adeline” e “The darkest hour” da noi già analizzati, entrambi depositari di un carattere

definito, se non di uno stile personalissimo. Fin da giovane, essa ha coltivato le sue doti di esecutrice e compositrice; oggi le mette al servizio di una sigla che la chiama direttamente in causa, rappresentando forse la sfida più importante della sua carriera.

Non nuova a collaborazioni importanti (per i contenuti almeno, se non pur troppo per meritati riconoscimenti, ma è il rischio di chi non si svende al mainstream), come The Way of Purity (vi esorto ad indagare, ad approfondire i temi che costituiscono le fondamenta di questo collettivo), tra le quali giova segnalare quella con i dj Giuseppe Ottaviani e Ciaran Mcauley che sicuramente hanno costituito degli step formativi rilevanti, ha evidentemente acquisito una consapevolezza tale che le consente di affrontare la prova solista con determinazione e con i mezzi adeguati.

Priestess consta di dodici tracce tra le quali spiccano “Churches”, “All the way”, scelta come primo singolo/video (formato che è stato riservato anche all’opener “Blank page”), “Let there be light”, Dear old friend”, la piacevolissima “Break out” dal formato decisamente radiofonico e la cover di “Tremors” degli australiani Dead Letter Circus, scelta non convenzionale non tanto per affinità d’approccio, quanto per la notorietà del gruppo depositario del titolo. Trattasi di canzoni che poggiano su uno strato strumentale elettronico uniforme nei suoni, il quale contribuisce a creare un’atmosfera di scorrimento, d’impatto visivo, quasi come l’osservare paesaggi immersi nell’ovatta d’una foschia perenne dal finestrino d’un treno. Figure che scivolano via veloci, delle quali residuano brandelli di memoria. Quando il ritmo si fa più sostenuto (“Anatomize”, “Remember the first time”) evoca soluzioni sonore derivanti dagli anni ottanta, anche se l’approccio vocale è chiaramente “moderno”. Peccato che proprio il suo esteso sviluppo lo renda a tratti dispersivo, un paio di tracce potevano magari essere destinata ad accompagnare un singolo, è comprensibile che, dovendo operare una scelta, non sia facile per il creatore sacrificare anche un brandello di tanta dedizione. Eppoi il desiderio di far conoscere quanto più della propria Arte sicuramente va compreso.

Prova positiva di un’Artista eclettica, dotata e sopra tutto decisa.

 

Per informazioni: instagram.com/faithfedericasciamannaofficial
Web: http://www.faithfedericasciamanna.com
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