Luca Ferro: Elements

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La Industrial Ölocaust Recordings continua a presentare artisti elettronici italiani molto interessanti. Di recente ho parlato del disco di Stefano Bertoli Eleven Faces And Forty Two Arms. Questa volta è il turno di Luca Ferro e del suo Elements, un lavoro che credo piacerà a quanti amano la musica ambient e space ma che potrebbe interessare anche ai seguaci della new age. Luca Ferro ha un background solido: si interessa di musica elettronica dall’età di 14 anni e ha suonato con la band Satori Junk. Definisce Elements come “la risultante di un continuo gioco di frequenze, sequenze che dialogano, si rincorrono, si scontrano, sprofondano e si rialzano, in una fitta coltre di nebbia. La musica è molto astratta ma rimane rilassante e accessibile. Nonostante si possa temere, in casi come questi, di dover ascoltare sonorità ostiche ai limiti della comprensione, dico subito che non è questo il caso. Anzi si percepisce vividamente come l’obiettivo dell’artista sia quello di comunicarici delle emozioni. Non siamo di fronte, per intenderici, a un freddo esperimento da laboratorio. Durante l’ascolto si avverte nitidamente la passione e la voglia di sperimentare. Le ambientazioni sono pacate e ci trasportano a visitare paesaggi futuristici: questi suoni sarebbero perfetti come colonna sonora di un film di fantascienza! In certi momenti mi sono venuti in mente i Tangerine Dream anni ‘80, un gruppo che, all’epoca, aveva ancora qualcosa da dire. Tracce come l’iniziale “Maestoso”, a suo modo ieratica nel suo sontuoso incedere, la sperimentale “Optogeneticis”, la fantascientifica “Lunar Phase” e la sintetica e malinconica “Final Overture” ci accompagnano attraverso questo viaggio nello spazio profondo. Elemets esce in formato cassetta e CDr. Disponibile su Bandcamp: https://lucaferrocomposer.bandcamp.com/album/elements.

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