Avatarium: An evening with Avatarium - Live in Stockholm

0
Condividi:

Registrazione live “vera”, non “da lockdown”. Una frazione prima che tutto si fermasse, gli svedesi si esibirono nella loro Stoccolma, ed il presente rappresenta la fedele testimonianza di quell’atto. 

Nati nel 2013 con Leif Edling a patrocinare l’iniziativa, e militando tra le sue fila altri suoi ex fedelissimi, gli Avatarium hanno consolidato la propria fama e, sopra tutto, sviluppato un suono definito, personale, riconoscibile, frutto di una evoluzione costante che ha contraddistinto la loro fin ora breve carriera. Un insieme oggi solido, con la coppia (non solo artistica) formata da Marcus Jidell e da Jennie Ann-Smith (cantante dotata di un timbro fermo ma delicato), vantante in formazione l’esperto skin-beater Andreas Johansson, il solido bassista Mats Rydström, i quali formano una sezione ritmica rocciosa, e sopra tutto l’organista Rickard Nilsson, figura la sua, e questo live lo certifica, di fondamentale importanza nell’edificazione dell’impressionante wall-of-sound eretto dal complesso scandinavo. 

Quindici tracce più due brevi intermezzi parlati della Smith compila An evening with Avatarium, trionfo di rutilante hard rock virato seppia perchè, se la radice doom non è mai stata rinnegata (i Sabbath era-Martin di “Voices” ed altri noti episodi lo confermano), tutt’altro, è la componente più epica, solenne ad imporsi, si ascoltino “Shake that demon” e “Sky at the bottom of the sea”, tributi ai Rainbow più crepuscolari, con Jidell ad ergersi a guida per i suoi compagni, i quali non fanno mancare il supporto della loro presenza. Una Smith autorevole si impossessa di “The fire I long for” e di “Lay me down”, paiono dei Fleetwood Mac ispirati da un camposanto del Devon, ma anche di una “Avatarium” che, non dimentichiamolo, primeggiava nella track-list dell’omonimo debutto, non mostrando incertezze anche nelle lunghe ed articolate “Pearls and coffins” e nella finale “Moonhorse”, degno epilogo di un live ”totale” e coinvolgente che ci consegna una band eccellente, finalmente libera d’esprimersi al di là dei nomi che compongono la sua line-up.  

 

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.