Inanis Yoake: In A Summers's Silence

0
Condividi:

È difficile oggi parlare della scena neo-folk e martial-industrial: la forza propulsiva di questo genere si è arenata ormai da molto tempo. I migliori lavori sono ancora quelli di gruppi come Current 93, Death In June, Sol Invictus, Blood Axis e Der Blutharsch. Poi il verbo neo-folk e martial è stato portato avanti da gruppi comunque validi (ma non paragonabili ai mostri sacri) come Forseti, Von Thronstal, Sonne Hagal e Darkwood. Oggi è Rome a portarne il vessillo ma il suo è ormai una sorta di cantautorato intimista con qualche verniciatura marziale e neo-folk. Perciò, quando ho visto la copertina di In A Summers’s Silence, disco degli Inanis Yoake (pubblicato dalla SPQR) in cui viene raffigurata una statua ho avuto una sensazione di dejavù e la mia mente è tornata all’iconografia di alcuni lavori dei Death In June. Gli Inanis Yoake sono un progetto nato nel 2020 a Londra e sono formati dal chitarrista di Naevus, Simone Skeleton e Risa Hara. Troviamo inoltre, fra i collaboratori, Tony Wakeford dei Sol Invictus e Lloyd James dei Naevus in alcuni pezzi.

La musica sembra uscita da una registrazione appartenente agli anni in cui il genere neo-folk era sulla cresta dell’onda. In questo senso suona datata ma il disco è buono: l’iniziale “The Burning Eye” è un “anthem” travolgente in cui ritroviamo il vocione sgraziato di Tony Wakeford, un bel basso pulsante (ancora Wakeford), un violino elettrico e la chitarra di Simone Skeleton. La successiva “Captors” è caratterizzata da una ritmica possente e gode di una certa incisività. “All Against All” ricorda i primi Sol Invictus, quelli sporchi e ruvidi di “Against The Modern World”. “Father” ci porta di nuovo su territori noise. In “There Is No Hill” ecco una chitarrina alla Death In June con alla voce Lloyd James. “You See Flowers” ha invece la stessa desolazione dei Sol Invictus di “The Blade”. “Hikari” è una triste elegia, perfetta come commento sonoro ai tempi oscuri in cui viviamo. “The Devil’s Charme” è sulla stessa falsariga di “You See Flowers” mentre “Everything Bad” sposta il “mood” verso atmosfere alla Naevus. “Wasted Lies” sembra un folk malato suonato in qualche locale dopo l’Apocalisse. “Rotting” ha invece la stessa pesantezza degli Swans più folk. Chiude il disco “Fallen Star”, un breve traccia d’atmosfera.

In a Summer’s Silence è un disco da assaporare in qualche giornata uggiosa. Per nostalgici del neo-folk. Disponibile su Bandcamp: https://inanisyoake.bandcamp.com/album/in-a-summers-silence.

 

 

 

 

 

 

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.