L’Impero delle ombre: Racconti macabri vol. III

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Ritorna l’Impero delle Ombre, un gruppo che in passato si è distinto per un suono devoto ai migliori Black Sabbath da loro definito “Cemetery Rock”. In precedenza l’Impero delle Ombre ha dimostrato un certo interesse per i mitici sceneggiati italiani degli anni ‘70 come Il Segno del Comando e, in particolare, ha dedicato un intero album a I compagni di Baal, la cui vicenda era ambientata in una Parigi nebbiosa. Ora, a distanza di ben 10 anni, la band ritorna con un nuovo disco intitolato Racconti macabri vol. III in cui, ancora una volta, viene omaggiato l’universo cinematografico horror con 2 brani dedicati a Pupi Avati e ad H.P. Lovecraft. Del regista italiano viene citato l’immortale La casa dalle finestre che ridono con il brano “In morte di Buono Legnani” che si caratterizza per un’atmosfera molto orrorifica e si evolve in un doom sabbathiano di rara potenza. Il brano dedicato al Solitario di Providence è invece “Incubo a Dunwich”, tributo al film di Daniel Heller Le vergini di Dunwich che si avvaleva della colonna sonora di Les Baxter: Dopo un inizio doom lento e sepolcrale le atmosfere nella parte centrale diventano pacate con la chitarra acustica in primo piano e il recitato che evoca le parole del film e del racconto di Lovecraft, tra l’altro uno dei miei preferiti. Il finale è epico, degna chiusura di uno dei momenti migliori dell’album. In generale Racconti macabri vol. III è un buon lavoro, caratterizzato da un sound granitico e orientato verso un heavy rock di matrice anni ‘70, screziato dai ricami delle tastiere come da tradizione del gruppo. Per l’occasione troviamo anche ospiti di prestigio come “Bud” Ancillotti (Strana Officina), Steve Sylvester e Freddy Delirio (Death SS). In definitiva l’Impero delle ombre fa ancora centro con un disco che, allo stesso tempo, suona vintage e moderno e questo va a merito de l’Impero delle Ombre. Disponibile presso il sito della Black Widow: https://blackwidow.it/.

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