Sólstafir: Endless twilight of codependent love

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Il “suonodei Sólstafir viene sovente collegato alle origini del combo islandese. Suggestione alla quale d’altro canto è difficile resistere. 

Ma essendo giunti al compimento del quinto lustro di carriera, è necessario ormai scindere il corpus narrativo dei quattro dalla loro Terra natia e conseguentemente dalle sue tradizioni, dai suoi paesaggi, dal suo clima. Elementi che persistono in fase ispirativa, ma è evidente che i Sólstafir sono assurti allo status (privilegiato e frutto di una evoluzione che non tutti hanno il coraggio, o le capacità, d’affrontare) di band “rock” che non si cura di confini, di steccati, di classificazioni. 

Endless twilight of codependent love, adunque. Il cammino intrapreso anni or sono continua a riservare soddisfazioni. La trama si fa sempre più curata, le idee meglio focalizzate, a melodia acquisisce spazio ed importanza, perfettamente incastonata in un tessuto esecutivo rutilante. Spazi che si dilatano fino all’infinito, per poi prosciugarsi come l’onda sulla battigia. Ci si raccoglie, ci si raggomitola, pronti a spiccare un nuovo balzo in avanti. E la componenteclassica” (classicamente rock) che assume un ruolo importante, si acoltino “Her fall from grace” (l’unica interpretata in inglese) e le conclusive “Ör” ed “Úlfur”, ovvero i dolenti violini di “Rökkurche introducono un brano notturno, affascinante, magnetico 

Magnetismo che è il punto di forza di Endless twilight of codependent love e dei Sólstafir. La seduzione di un suono eterno, immortale. Imponente tra ascese gloriose e repentine discese nel buio, nel fondo dell’anima. Dai più intimi recessi della quale sgorgano le liriche magnificamente interpretate da uno splendido A. Tryggvason che i validi compagni letteralmente sorreggono, portando sulle loro spalle il peso di un disco che segnerà la fine del 2020 ed i mesi che verranno.

Magnifica la confezione in digipack, caratterizzata da una copertina che ritrae “The Lady of the mountain” di J. B. Zwecker, la grazia e la spada, l’Islanda istessa, ed ascoltando le chitarre goth di “Alda Syndannadall’incedere maestoso, non riuscirete a trattenere il brivido che percorrerà tutto il vostro corpo. Straordinari Sólstafir! 

 

 

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