Ammetto che l’openerDestiny” suscitò in me qualche perplessità, al primo ascolto, impressioni presto fugate dall’incalzare veemente delle successive dieci tracce, fin dalla immediatamente successiva “Fountain of youth”. Una serie di brani di alto livello incentrati su trame strumentali solide e ben congegnate, l’esperienza ventennale del sestetto guidato dai fratelli Hunziger (Anja alle tastiere ed Alexander alla voce e chitarra ritmica) fa sentire il suo giusto peso. L’interpretazione del citato Alexander e di Julia Marou non si limita al ricalco di canoni consolidati, esprimendo la coppia una personalità di spessore, gli strumentali mostrano sicurezza e bravura, sviluppando temi sonori intriganti sui quali ben poggiano testi pregni d’estro. Una volta tanto, ci si trova ad apprezzare un disco di metal sinfonico e goticheggiante senza dover per forza andar alla cerca di confronti forzati, Haunted minds rifulge di ispirazione e di raffinatezza, anche quando prende il sopravvento l’epica più maestosa (mai ridondante). Un’opera ammirevole che dimostra che, quando si possiedono qualità e determinazione, anche un ambito sfruttato (e per molti prossimo all’esaurimento) come quello del gothic/symphonic metal può riservare soddisfazioni. “Castles in the air”, “The birthmark” e “The beautiful” sugli scudi.