Zora, pubblicato nel 1977 dalla piccola Tickle, fu a tutti gli effetti il primo disco degli Antonius Rex anche se, in realtà, il primato nelle intenzioni spettava a Neque Semper Arcum Tendit Rex. Quest’ultimo doveva essere pubblicato dalla mitica Vertigo ma venne respinto dall’etichetta a causa dei suoi contenuti considerati troppo forti. Tuttavia è stato successivamente stampato dalla Black Widow nel 2002 ma ci sono molti dubbi sull’effettiva data della registrazione. I suoni sono posticci e risalgono probabilmente agli anni ‘80. Ma d’altra parte con il compianto Bartoccetti il rischio che il sostrato esoterico e occulto che fa da contorno alla sua musica si trasformi in farsa è sempre molto forte. La presenza di personaggi come il medium Franz Parthenzy, del misterioso organista Charles Tiring (letteralmente scomparso in circostanze misteriose nel 1979) hanno creato un alone di mistero nei confronti degli Antonius Rex ma non è facile capire cosa sia vero e cosa sia leggendario. Tuttavia non si può negare la validità della sua musica. Zora si presentava con una bella copertina a fumetto, anche questa giudicata “troppo forte”, e per questo motivo tolta dalla successiva edizione. Zora, anche se è stato ripudiato da Bartoccetti, è in realtà un bell’album, molto acido e occulto. “Necromancer” è sicuramente uno dei momenti migliori con il suo piano dark-prog ma anche gli altri brani non sfigurano: la lunga “Spiritual Seance” con il suo lugubre organo ricorda le cose degli Jacula. C’è poi il grande classico “Morte al potere”, un cavallo di battaglia di Bartoccetti e di Doris Norton che compariva sotto il titolo di “U.F.D.E.M.” in Tardo Pede In Magiam Versus. Anche “Monastery” è molto occulta e affascinante. Nella ristampa della Black Widow del 2009 c’è anche la bonus track “The Gnome” che può ricordare i Goblin.