Interior è il debut album di Fall Shock, progetto italiano di recente formazione dedito all’elettronica oscura: si potrebbe aggiungere l’ennesimo se il termine, dalla sfumatura un po’ negativa, non fosse, per tale ragione, ingiusto nei confronti di Francesco Kay, responsabile di synth e parte vocale, e del chitarrista Markus O., che hanno confezionato un sound forse non nuovissimo ma fresco ed emozionante. Il lavoro contiene nove tracce dall’impronta palesemente postpunk, alcune caratterizzate da vivaci ritmi ballabili, altre dominate da un inquietante clima dark. Così, dopo la brevissima introduzione ‘atmosferica’ (“Exterior”), l’attacco di “Feels Eternal” è una ‘botta’ di vita che ci riporta alla migliore tradizione ’80 e dimostra che i due sono ben padroni del mestiere, sia per quanto riguarda la ritmica fantasiosa che per la chitarra, gestita con competenza, mentre la voce ha tutti i numeri per farsi notare. Ma poi, “Synthetica” propone un ‘appetibile’ scenario ballabile anche se con una struttura composita niente affatto ‘ovvia’, prima di far spazio alla fosca malinconia – e alla bella, liquida chitarra – di “Illusion”; “Retouch” torna piacevolmente alle piste degli anni ’80 con una melodia che prende subito. Troviamo quindi “Nude Grace”, uno degli episodi migliori, in cui la ritmica diviene ossessione e ben si abbina alla chitarra di pregio e se, ancora una volta, il contesto di “Wall of Try” è il dancefloor, la seguente “The Holy Rage” indugia invece su di un paesaggio tetro e un po’ sognante, proprio come la conclusiva, incantevole “Marion Valerie”, che chiude con una trama ‘sintetica’ di prim’ordine e un’ottima chitarra un disco valido, ricco ben più che di semplici spunti.