Rientro sulle scene (quanto mai appropriato considerando il concept lirico sottinteso) per il complesso milanese che fin dal nome che si è dato manifesta la volontà di fuggire il banale. Un disco che si apre con l’impatto mastodontico di “Interconnections”, alla quale seguono dieci tracce dalla scrittura raffinata, ottimamente arrangiate e prodotte (da Mattia Stancioiu il quale cura anche l’artwork di Another vivid dentali). Episodi assai curati come “May” e come la più introversa ed oscura “3:46 The moon of the last day” fanno succedere a prove di forza tecnica ambientazioni più rarefatte, in uno svolgimento che si mantiene lineare, descrittivo. Riprendono brandelli dal precedente ed autoprodotto “A vanishing day” (con il quale il presente condivide non solo le iniziali) in una sorta di continuum narrativo, non si lasciano trasportare dalla foga del protagonismo che inficia troppe opere rubricate sotto la voce prog-metal (perchè i 3DND non sono una prog-metal band!) e mantengono alta la tensione. Lo conferma il meraviglioso affresco di “The antipodist”, attraversato da una sottile vena pop che ne alleggerisce il corpo. Segni d’attenzione. La qualità che Another vivid detail evidenzia, e che i 3DND mostrano di possedere e di rispettare, è quella della misura, dell’accorto dosaggio di furore metallico e melodia. Alcuni episodi risultano più routinari, mantenendo però intatta la dignità dei compositori, una scaletta fondata su undici brani non può esentarsi da qualche accettabile pausa d’ispirazione. Il commiato viene affidato alla title-track, la quale ci abbandona scivolando lenta verso l’epilogo. I 3 dreAms neVer Dreamt ridanno vigore all’avanguardia del rock alternativo italiano.