Se “New moon” e la raccolta “Rarities” hanno confermato i torinesi ai vertici della prima lega del gothic-rock (genere che negli ultimi anni, fatte salve lodevoli eccezioni, ha catalogato più ricuperi che novità), riconsegnandoceli intatti nella forma e nello spirito, il presente eppì fa propria la funzione del singolo che potrebbe fungere da anticipatore di future più corpose pubblicazioni. Chi mi legge sa quanto stimi Michele Piccolo e compagni, e che l’evento costituirebbe ben più che semplice auspicio. 

Tre brani inediti tra i quali spicca la dolente e disperata ballata ”Only the memories (FTF Oblivion)” ove fanno la loro comparsa, da protagoniste, le tastiere, degno accompagnamento della partecipe prestazione vocale di Michele. La title-track riversa nei suoi tre minuti di durata tutto il furore che pare trattenuto, per poi letteralmente esplodere in una formula espressiva che è un classico del possente quadrilatero poggiante su chitarre indomite e su una sezione ritmica granitica. A “Solitude and freedom” vanno i miei indiscussi favori, gothic-rock di finissimo lignaggio, ideale manifesto (l’ennesimo) dello stile che i BG hanno fatto proprio in lustri e lustri di onorata carriera. Chiude il quartetto il “nucler sky remix” di “Before the rain”, ma i miei timori iniziali vengono presto fugati: il brano non è stato affidato al manipolatore di suoni di turno, bensì rinforzato da una drum-machine che cita le origini di tutto, i The Sisters Of Mercy, in un’ottica comunque attuale (sempre nei limiti circoscritti di un genere conservatore per natura). Un’iniziativa condivisibile, perchè l’approccio puro al goth rock dei BG è davvero necessario. Pregi e difetti di Before the rain? A parte “Only the memories”, gli altri due inediti susciteranno in voi la sensazione di averli già ascoltati. Ma voi sapete da che parte mi schiero, con il carattere delineato dei BG la risposta è scontata.