The Seeker è il titolo del debut album del progetto italiano Shesgot, che unisce l’esperienza di quattro musicisti – Federico Palmieri, Matteo Palmieri, Cristina Talanca e Michele Caserta – tutti già attivi in precedenti contesti. Di chiara ispirazione shoegaze, la musica di Shesgot interviene sulla scena con caratteri incisivi e originali, pur senza rinunciare ad una patina ‘vintage’ che si riconosce soprattutto nei passaggi più oscuri, quelli maggiormente influenzati da un’anima postpunk che è ben viva e presente: quando il basso emerge tenebroso e profondo, infatti, non è possibile equivocare. L’esordio dell’opener, “Day One”, non potrebbe essere più cupo ma le note limpide di chitarra ravvivano il clima per una parte vocale che è sostanzialmente un parlato con qualche tonalità aspra. Subito dopo, “Eraserhead” propone una ritmica più stringente con il basso che non si può non apprezzare, delineando uno scenario teso ove la liquida chitarra ‘agisce’ senza addolcire, mentre in “To the River”, uno degli episodi più belli, la chitarra in chiave shoegaze lascia trasparire sfumature malinconiche e sognanti, assecondando il canto ricco di pathos; “A Glimpse” apre con basso e chitarra e lo spleen prende decisamente il sopravvento, evocando visioni remote e nostalgiche che la voce rende emozionanti. Troviamo poi “Transparence”, tutta basso e shoegaze, in cui i sogni hanno sapore ‘acido’ e “Whispering Woods” , sempre sulla stessa linea, con la chitarra che intensifica l’aspetto onirico per giungere, quindi, ai paesaggi impalpabili e ‘dreamy’ di “Light Keeper”. Infine “New Day” chiude in malinconia e attitudine meditativa un disco che intriga e promette molto.