Forse qualcuno ricorderà i Terroritmo, un collettivo industrial anarchico proveniente da Bologna. In realtà i Terroritmo erano piuttosto eterodossi nelle loro influenze: nella loro musica si potevano ascoltare elementi di elettronica, musica concreta e anche dei riferimenti allo sciamanesimo. Con la maturità c’è stato uno sorta di cambio di passo. Come da loro stessi dichiarato in un’intervista sono passati da uno sguardo esteriore, rivolto alla contestazione del sistema, ad uno rivolto alla dimensione interiore dell’ascoltatore. Da qui il cambio di nome in Wakinyan e il trasferimento in Brasile. La dimensione sonora dei Wakinyan è essenzialmente rituale e pagana. Quello che ascoltiamo nel nuovo disco Spirit Walker è un vero e proprio rituale sciamanico che avrebbe avuto la benedizione di Carlos Castaneda. Alla base c’è una ricerca del sacro concepita non in maniera intellettuale ma immediata. I Wakynian cercano di rendere interiore ciò che è esteriore un po’ come facevano i Popol Vuh. Per loro il sacro si ritrova nel mondo moderno nella vita di tutti i giorni. Nella loro musica niente viene lasciato al caso: ogni strumento viene registrato su canali separati e spesso il suono viene modificato per creare un effetto catartico. Il risultato finale è ipnotico: le sonorità sono oscure, rituali e calde e sono costruite su loop ritmici. Viene in mente, almeno a livello di filosofia, il grande artista messicano Jorge Reyes. È un ascolto che richiede una certa immedesimazione da parte dell’ascoltatore ma, una volta entrati nel “mood” del disco, la gratificazione è garantita. Tracce come “Sacred Water” e “Traveler” con le loro ritmiche circolari e “Ouroboros” con le sue atmosfere sciamaniche ci portano a raggiungere uno stato meditativo profondo. Consigliato ai viaggiatori mentali. Disponibile su Bandcamp: https://hauruck.bandcamp.com/album/spirit-walker.