È uscito quest’anno il quarto album del progetto tedesco Bleib Modern di Philipp Läufer, che qui su Ver Sacrum seguiamo da tempo con interesse. Come già si era detto parlando dei due precedenti Vale of Tears e Antagonism, i Bleib Modern hanno saputo riprodurre e personalizzare l’oscurità e il tormento che, per tradizione, fanno parte dello spirito postpunk; oggi, in più, hanno saputo adattarli alle difficoltà di fronte alle quali la nostra epoca ci pone: la musica di Afraid To Leave ci appare, dunque, colmata di una sostanza nuova e in grado di trasmettere emozioni più intense e particolari. I dieci brani del disco sono tutti di livello buono se non ottimo: lo attesta già l’opener “Glow”, postpunk cupo e rigoroso, chitarra impetuosa e voce trascinante, ingredienti che ne fanno un esordio di certo vincente. Subito dopo, “Loony Voices” è uno degli episodi più belli, caratterizzato, soprattutto, dal basso strepitoso e dalla fluida chitarra wave, mentre “Bitter Smile”, con suoni ‘vintage’ energici e veementi note di chitarra, rende omaggio agli ’80 strizzando l’occhio a Killing Joke ‘d’annata’ e “Your Skin” resta fedele all’ispirazione, effondendo malinconia e rabbia allo stesso tempo. È la malinconia a prevalere, però, in “Sleep”, la cui atmosfera desolata fa risaltare, ancora, il rimbombo del basso finchè non si giunge a “Portrait”, altro pezzo decisamente convincente che, pur non rischiarando gli oscuri orizzonti, è ravvivato da una ritmica espressiva e concitata. Non si può non segnalare anche “Soaked” e la sua impronta vagamente ‘cureiana’ o, poco dopo, “Walls”, nuovo tributo al postpunk traboccante di pathos mentre la conclusiva “Into the Night” chiude con toni più ariosi e, paradossalmente, meno ‘notturni’ un album che – così crediamo – riserverà ai Bleib Modern soddisfazioni definitive.