Seconda uscita per la Dissipatio di Nicola Quiriconi che segue l’uscita dell’album di Alessandro Ragazzo. Si tratta dell’esordio di Heimito Künst, un artista di cui non so nulla. Anche le informazioni in rete sono scarsissime. Siamo in presenza di una produzione davvero strana e folle che può ricordare alcune sperimentazioni free e oscure del Krautrock. Possono venire in mente i Kluster con ancora Conrand Schnitzler in formazione o alcune cose dei Brainticket ma questo solo per rendere l’idea della radicalità di questo progetto. La musica è composta dalle sonorità dei sintetizzatori, da registrazioni ambientali, dalle percussioni e da vari strumenti a corda: su questo maelstrom sonoro possiamo ascoltare una voce trattata resa irriconoscibile. Indubbiamente è difficile definire un album del genere: potrebbe essere l’anello di congiunzione fra il Krautrock e la musica industrial. Ma sicuramente ci sono dei rimandi anche alla psichedelia. Cos’era in effetti la musica industrial se non una forma moderna della musica psichedelica? La registrazione (avvenuta fra il 2016 e 2019 in presa diretta nello studio casalingo di Heimito Künst) ha una qualità sonora volutamente grezza e sporca. L’intenzione credo sia proprio quella di immergere l’ascoltatore in un magma sonoro ipnotico e surreale che lo porterà a fare un viaggio nei recessi più nascosti dell’inconscio. Le atmosfere sono ora parossistiche ora più pacate e oniriche. Siamo di fronte ad un disco di musica di ricerca non fine a se stessa. Ad un ascolto superficiale si potrebbe pensare di essere di fronte ad un’accozzaglia priva di senso. In realtà dall’ascolto emerge un’urgenza espressiva che lascia trasparire una visione metafisica della musica e dell’esistenza. Il disco è stato masterizzato da Simon Balestrazzi. Disponibile su Bandcamp: https://dissipatio.bandcamp.com/album/heimito-k-nst.