Hidden House è il progetto di due ragazzi milanesi palesemente innamorati del gothic rock che, in questo periodo così iellato per la musica e l’arte in generale, sono comunque riusciti a dare un senso compiuto alla loro passione, pubblicando il debut album Inside the House. Il lavoro contiene dodici brani e include anche gli otto usciti in precedenza nei due Ep Diamonds e Hidden House: un impegno rilevante, che ha dato i suoi frutti. La formula scelta dal duo, pur essendo vicina al classico gothic, ne propone una versione aggiornata da una significativa componente elettronica: atmosfere cupe e parte vocale non straordinaria ma dotata di un certo carisma completano l’opera, che si conquista dunque un posto onorevole in una scena nostrana ultimamente non tanto ricca di novità interessanti. La prima traccia, “Vanity”, è uno degli inediti: esordio all’insegna delle tenebre, caratterizzato da ritmica sostenuta e un canto asciutto e spigoloso, perfetto per il contesto. Subito dopo, “Stranger”, uno degli episodi migliori, si impone con note malinconiche di chitarra e il paesaggio decisamente notturno, mentre “Diamond Queen”, risalente all’Ep del 2020, opta per uno stile più melodico e accattivante; la bella “Hide”, proveniente dall’Ep Hidden House, appare più incline a canoni wave. Scenari tetri trionfano anche in “Passing Ghost”, si arricchiscono di elementi tipicamente ‘gotici’ in “Here in My Soul” e di un sentore quasi lugubre in “Kiss the Night”; poco più avanti “Ossium” e “Real”, già notevoli nella precedente versione del 2019, raggiungono l’apice dell’oscurità. Delle restanti tracce, vogliamo menzionare solo la conclusiva “My Dream” che chiude con malinconico intimismo l’album pieno di promesse di un gruppo che seguiremo.