Selfishadows, progetto del calabrese Daniele Giustra, del quale, qualche anno fa, avevamo segnalato il bel Recalling, continua a ‘crescere’ regalandoci un altro album che, uscito proprio alla fine dell’anno scorso, sicuramente avrebbe meritato di figurare nelle classifiche di genere: Again è, infatti, una promessa mantenuta e una conferma e ci racconta di quanto il musicista – qui coadiuvato da Adriano Modica e Alessandro Boscarino – sappia ‘giocare’ con la malinconia e l’interiorità creando atmosfere dark ma avvolgenti al tempo stesso e utilizzando canoni darkwave per ravvivarli con le tonalità seducenti della sua voce. Again contiene dieci tracce – più un remix – tutte fatte per un ascolto ‘intimo’, alle quali abbandonarsi per inseguire pensieri o memorie: a questo scopo, l’album risulta gradevole, coeso ma di certo mai afflitto da eccessiva uniformità. Apre “A Way to Cry” in modalità darkwave melodica, scandita da un basso di carattere e dominata dal canto decisamente accattivante. Poi, la title track, con la sua originalissima trama elettronica, disegna uno scenario pacato e crepuscolare mentre “Away” torna a una formula più tipicamente ’80 con basso cupo e chitarra wave e “Close to Me”, uno degli episodi più convincenti, propone note elettroniche di maggior respiro abbinate al canto davvero emozionante; “Illusion” adotta quindi uno stile ‘ballabile’ assai meno tenebroso. Ma il mood ‘fosco’ trionfa ancora in “Sometimes”, un’altra prova vocale assolutamente pregevole, e anche nella seguente “Time to Change”; subito dopo, “Tried in Fire”, è un ulteriore, brillante omaggio al postpunk anni ’80. Quindi, bypassata la densa malinconia di “Untitled”, troviamo la raffinata inclinazione ‘dreamy’ di “Waiting in Trouble”, un altro pezzo che merita l’applauso. L’ultima traccia di Again è il remix di “Time to Change” ad opera dei No More, una versione del brano più intensa e sofferta, caratterizzata da una tessitura elettronica più composita, che conclude con armoniosa eleganza un lavoro da apprezzare senza riserve.