Ishmael Cormack è un musicista inglese sperimentale che giunge ora al suo disco di esordio sotto l’egida della sempre attenta KrysaliSound, un’etichetta italiana di riferimento per chi ama certi sonorità di avanguardia e di musica ambientale. La sua musica riflette l’incanto della semplicità della natura. Cormack utilizza un parco strumenti ridotto ma riesce a creare, nonostante la semplicità dei mezzi, delle ambientazioni molto suggestive. Il segreto è appunto nel linguaggio minimale ed ipnotico che spesso riesce ad essere molto efficace. C’è qualcosa del raga e della musica orientale in queste composizioni che porteranno la vostra mente a viaggiare e a fluttuare in un’altra dimensione. Ishmael Cormack ha iniziato a sperimentare con una serie di sperimentazioni che sfruttavano i suoni di un organo del tredicesimo secolo. E in effetti questa è come se fosse musica sacra per i nostri tempi cupi. Viviamo in una realtà frenetica in cui tutto è superficiale e non sembra esserci spazio per la quiete e per la semplicità. Recuperare una dimensione interiore grazie alle note eteree ed incantate di dischi come questo Ammil è un buon esercizio di meditazione per recuperare la trascendenza. Fin dalla traccia iniziale “Ammil” veniamo proiettati in uno spazio elettroacustico suggestivo: la sua musica “destrutturata” procede per sottrazione. Nella successiva “Bending Snow” le atmosfere diventano se possibile ancora più rarefatte ed evanescenti. “Pinecone” ci immerge in una terra dai contorni sconosciuti mentre “Sister On The Shoreline” è molto serena e quasi new age. La lunga e conclusiva “Slow Ungive” chiude il viaggio con una sorta di mantra meditativo caratterizzato dall’uso dell’elettronica e di rumori ambientali. Se amate il Brian Eno più sperimentale questo disco potrebbe fare per voi. Disponibile su Bandcamp: https://krysalisound.bandcamp.com/album/ammil.