Esce per Felte Cleansed by Fire, il debut album di Mission to the Sun. Si tratta di un progetto americano composto da Chris Samuels (Ritual Howls) e dal cantante Kirill Slavin. La sua formula musicale si inserisce per alcuni aspetti nell’ambito del postpunk revival ma ne propone un’evoluzione in senso dark-apocalittico, con sonorità elettroniche minimali ma di forte impatto, palesemente ‘industrial oriented’ e caratterizzate da un mood implacabilmente oscuro, ben espresso dalle cupissime tonalità del vocalist. Cleansed by Fire contiene otto tracce belle e stimolanti, da ascoltare con il massimo dell’attenzione. L’opener “Take Me Back” esordisce con un’attitudine davvero tetra, a tratteggiare un paesaggio ‘futuribile’ occasionalmente ‘movimentato’ da inquietanti dissonanze. Molto efficace anche la title track, greve quanto tesa, le cui sonorità darkwave si ‘intrecciano’ a significative derive ‘industriali’ evocando un’atmosfera alla John Carpenter, mentre “Damaged” sprofonda in una tenebra drammatica e carica di pathos e la sua intensità richiama inevitabilmente gli anni ’80; “Mission to the Sun”, strumentale ad eccezione di qualche occasionale ‘intervento’ vocale, è definita da suoni opprimenti e quasi ‘minacciosi’, di matrice tipicamente industrial. Troviamo poi uno dei pezzi più particolari, “The Unbroken Sea”, in cui una ritmica ossessivamente ripetitiva è abbinata a passaggi elettronici più pacati e ambigui rumorismi, con la voce che declama oscuri versi mentre, subito dopo, “Computers” suggerisce un contesto solenne, vagamente sacrale ma, anche qui, le ‘variazioni’ industriali non mancano. Quindi, superato il paesaggio funebre di “In Your Eyes”, “Three Crossings” opta ancora una volta per una tesissima formula ‘industriale’ e conclude con la più tormentata delle visioni un album che, a nostro parere, sarà menzionato da molti fra i migliori del 2021.