Landslide è il quinto album degli svizzeri Veil of Light, una band che qui su Ver Sacrum seguiamo da tempo. Saldamente collocati, per quanto riguarda la scelta stilistica, nell’ampia area del postpunk, i nostri vanno oscillando fra un’anima dark/synthwave sempre presente e le derive ‘industriali’ che abbiamo rilevato di frequente, per esempio, proprio nel precedente Inflict. Landslide sembra appartenere ad una fase più ‘moderata’, poichè i dieci brani che contiene optano in genere per un’impostazione melodica, atmosfere molto dark e sonorità prevalentemente accessibili e bisogna ammettere che la maggior parte di esse è riuscita e gradevole all’ascolto. Partiamo con “Why”, un degno episodio darkwave di ottima fattura, con una trama elettronica notevole  e un ‘impianto’ così vario da risultare decisamente intrigante. La seguente “The Prayer Wheel”, pezzo davvero convincente,  si avventura in territori onirici e tonalità accattivanti, diluendo l’attitudine oscura in una ‘ammiccante’ malinconia, mentre “Love and Money” strizza l’occhio all’elettronica più ‘robusta’ preferendo, comunque, suoni nitidi e ‘levigati’; “Suburban War” si attiene a canoni darkwave di qualità. La bella title track tende nuovamente verso sonorità di stampo electro all’insegna di un mood più freddo mentre “No Return” con il suo andamento vivace, è forse quella più adatta al dancefloor e precede lo scenario cupissimo di “Fright”; “Passing By” omaggia ampiamente i Depeche Mode, con l’aggiunta di una ritmica martellante. Infine, superato il paesaggio ‘futuribile’ di “Circling Thoughts”,  “Nothing Was Wrong” conclude con pensosa malinconia – ma sempre con ritmo tesissimo e sotto l'”egida” dei Depeche Mode! – un disco maturo e pieno di stimoli.