Secondo album per il duo svedese NOÊTA, fondato nel 2013 da Êlea e Ândris. Già il moniker scelto dai due, palesemente connesso con la filosofia greca, fa comprendere le radici oltremodo intellettualistiche della musica da loro creata: elementi neofolk e dark ambient abbinati a un canto ethereal di forte suggestione rappresentano l’originalità di questa proposta, che caratterizza anche il nuovo lavoro Elm, ispirato, tanto per restare nell’ambito della raffinatezza culturale, all’omonima poesia di Sylvia Plath. La chitarra acustica è comunque molto presente in tutti gli otto brani del disco e benchè la voce di Êlea sia dotata di un fascino indiscutibile, occasionalmente qualcuno vi riscontrerà il rischio della monotonia che, in realtà, viene superato da numerosi momenti poetici e struggenti. Si comincia con “Dawn Falls” e la sua atmosfera oscura e misteriosa che sa di antico: note di chitarra acustica e le tonalità soavi della voce sono gli ingredienti vincenti di questo inno senza tempo alla bellezza. Subito dopo, in “As I Fall Silent” i colori sono meno cupi, l’orizzonte si apre verso spazi liberi e arditi senza rinunciare alla dolcezza degli arpeggi e la pregevole “Disillusion”, invece, torna su scenari di intensa malinconia; “Above and Below”, altro pezzo di grande rilievo espressivo, si avvale del contributo del musicista norvegese black metal E. Rustad alla chitarra elettrica. Troviamo quindi “Fade”, brano ricco e composito dalle sfumature ‘goticheggianti’, cui i giochi di voce conferiscono una particolare suggestione e, poco più avanti, la title track fa riferimento ai versi di Sylvia Plath fra sussurri e note di chitarra delicate e sognanti, mentre la chiusa è affidata allo spettrale paesaggio di “Elm (II)” in cui, ai sussurri, si aggiungono voci ultraterrene e la chitarra traccia una ‘scrittura’ livida e desolata: degna conclusione di una lavoro apprezzabile.