Ci sono autori che, per svariate ragioni, non hanno raggiunto la notorietà meritata. Uno di questi casi è quello dell’americano Tom Reamy (1935-77), scomparso prematuramente a 42 anni a causa di un infarto. Si tratta indubbiamente di un autore particolare come si può notare leggendo il suo straordinario romanzo Le voci cieche e la sua sola antologia di racconti San Diego Lightfoot Sue appena ristampata, per il mercato italiano, dalle meritorie Edzioni Hypnos (mentre sembra che in America sia oggi fuori catalogo). Reamy si inserisce a pieno titolo nella tradizione letteraria americana rappresentata da William Faulkner e da un romanzo come Uomini e topi. Anche se è stato considerato un autore di fantascienza, leggendo la sua produzione ci troviamo di fronte a qualcosa di diverso, qualcosa che tende molto verso quel filone oggi denominato “weird”. Al centro della sua narrativa c’è la figura dell’emarginato, del diverso e troviamo anche la tematica della perdita dell’innocenza. Alcuni dei racconti contenuti in questa antologia sono delle vere e proprie perle e le farei rientrare all’interno della tradizione fantastica e horror di autori come Ray Bradbury, Thomas Tryon e anche Stephen King (seppur Reamy ha ha un linguaggio e una sensbilità personali). La storia che dà il titolo alla raccolta ovvero San Diego Lightfoot Sue ha vinto il premio Nebula. Tom Reamy tra l’altro scrive molto bene e questo certo non guasta. San Diego Lightfoot Sue narra la perdita dell’innocenza del protagonista John Lee, un ragazzo di 15 anni che, a causa della morte della madre, si sposta dal suo villaggio in bus raggiungendo infine Los Angeles. John Lee è molto ingenuo e quasi commovente nella sua semplicità e viene presto notato da personaggi bizzarri ed eccentrici appartenenti alla comunità gay e all’ambiente artistico californiano. Qui conosce Sue, una prostituta scopertasi pittrice che lo fa posare nudo ritraendolo in svariate maniere. Si ha come l’impressione che prima o poi gli capiterà qualcosa di brutto ma il finale, se vogliamo preannunciato da un enigmatico prologo, non mancherà di essere sorprendente. Twilla è un’altra storia molto efficace, forse la più orrorifica assieme a Oltre la gola. La protagonista Twilla Gilbreath è una ragazzina di 13 anni che, una volta arrivata nella cittadina di Hawley con i genitori, rivela poteri soprannaturali e malefici. Non è certo una novità come tematica ma Reamy ha la capacità di creare un’atmosfera inquietante che lo rende unico raggiungendo in pieno il “sense of weird”. Si tratta di un racconto molto potente che piacerà agli amanti dell’horror così come “Oltre la gola” dove vengono descritti dei bambini che impazziscono per una ragione inesplicabile diventando aggressivi, uccidendo e mangiando gli adulti. Ma Reamy è un autore complesso e non banale ed in fondo, come fa notare Andrea Vaccaro nella postfazione, è alla ricerca della bellezza che si trova nel mondo. Esemplificativo in questo senso il racconto Sotto la scritta di Hollywood dove la bellezza e il sublime, nonostante la vicenda viri verso il macabro, vengono rappresentati da misteriose creature dalla perfezione angelica, figure che sembrano uscite da un dipinto di Raffaello. La signora di Windraven è invece una sorta di parodia di Jane Eyre di Charlotte Brontë inserita in un contesto moderno. Pochi sono i racconti di fantascienza: forse sono quelli che mi sono piaciuti meno anche se non mancano certo di una carica visionaria molto forte come possiamo leggere in Dinosauri e 2076 Blues Eyes. Speriamo che, con la pubblicazione di questo volume, si ritorni a parlare di Tom Reamy in Italia. Disponibile sul sito delle Edizioni Hypnos al seguente link: http://www.edizionihypnos.com/.

Tom Reamy “San Diego Lightfoot Sue” – Edizioni Hypnos – 397 pagine – Euro 18,90 – 2021