Dream pop rarefatto e contemplativo è quanto propone il terzetto degli A Distant Shore, nei quali incontriamo Riccardo Spaggiari (Ataraxia), estensore dei fini contrappunti elettronici che danno corpo a quattro tracce interpretate dalla voce di Giovanna Dazzi ed impreziosite dagli intarsi della chitarra dell’attento Gualtiero Venturelli. Un canto che pare provenire da lontano e che traccia segni vividi sullo sfondo strumentale, pareti lucide pronte a piegarsi ed a lasciare intravedere bagliori popedelici ora più vividi ora più tenui. La conclusiva “Girls” introduce un’atmosfera più solare, distesa, accogliendo un ritmo gioioso, gli ADS paiono per un istante fuori luogo, ma è un attimo, tutto si chiarisce tosto in un tripudio di suoni e di colori che richiamano il pop sintetico degli ottanta senza per altro cadere nella trappola della citazione di comodo. L’anima più crepuscolare del trio si palesa nell’iniziale “Downbrown”, mentre le centrali “Better day” e “Safe place” fanno sfoggio di profondità e di ottime idee. Quattro brani forniscono solo indizi, brandelli di un trattato ancora da scrivere, da articolare, auspico che non s’accontentino di così poco, e che tornino a noi con prove più consistenti del loro talento. L’etichetta che pubblica Better days è la Somewherecold Records, di Shelbyville, Kentucky, titolare di un catalogo assai interessante oltre che corposo. 

 

 

Per informazioni: https://somewherecoldrecords.bandcamp.com
Web: https://adistantshoreswc.bandcamp.com/album/better-days