Casa Luna è il nuovo Ep dei Lycia, il progetto di Mike VanPortfleet e Tara Vanflower che qui su Ver Sacrum seguiamo con immutato interesse: vi si trovano sei tracce che, come è stato osservato, sotto ogni punto di vista si collegano al discorso del precedente In Flickers, nonostante un paio di esse – “Except” e “Galatea” – abbiano visto la luce svariati anni fa, e lo arricchiscono, aggiungendovi un ‘supplemento’ di pathos e, talvolta, di energia, per conseguire quell’equilibrio così speciale fra oscurità e ethereal che rappresenta il marchio di fabbrica della musica dei nostri. In Casa Luna non mancano atmosfere oniriche e incantate, ma neanche ritmiche secche e nervose, con abbinamenti che riescono spesso a sorprenderci. Si inizia con “A Quiet Way to Go”, ove entrambi contribuiscono efficacemente alla parte vocale tratteggiando un paesaggio pacato ma carico di una magia inquietante e un po’ misteriosa. Il secondo brano, “Do You Bleed si cimenta con suoni più ‘robusti’ dal sapore insolitamente ‘industriale’ che Vanflower sa comunque dominare, traendovi una inattesa, sinistra suggestione, mentre è “Excerpt” a riproporre l’inconfondibile stile dei Lycia, con le sue seducenti tessiture elettroniche associate al ritmo vigoroso; gran pezzo, poi, il successivo “On The Mezzanine” ove emerge una bellissima chitarra acustica scandita in modalità spagnoleggiante, il tutto ‘condito’ da vocalizzi sognanti. “Galatea”, che alcuni hanno considerato una ‘concessione’ al pop, è semplicemente la traccia meno oscura del lotto, orientata com’è verso scenari tenui e accattivanti ma invariabilmente piacevoli e la conclusiva “Salt & Blood”, ove ritroviamo la magica chitarra di “On The Mezzanine” insieme a una seducente trama elettronica e al celestiale canto di Tara, chiude con la consueta ‘malia’ un lavoro che, ancora una volta, non ci delude.