Consiglio agli ottimi CoS di non limitarsi ad incasellare la loro proposta sotto la voce “doom”. Elemento presente (non solo nella lenta e ferale “Sameness”) ma parte di una visione compositiva ed esecutiva più ampia. 

Il complesso delle Fiandre rappresenta una autentica rivelazione, essendo Tales of the sacrosanct man uno dei dischi più freschi (beh, considerando che sto stendendo questo pezzo quando all’esterno si segnano i quaranta gradi circa…) ascoltati in questa prima parte di 2021, potendo contare su autentici anthems dark metal quali l’opener “Sacrosanct men”, “This blood’s for you” e “Pitch black”, brani articolati e profondi, genuinamente oscuri, pervasi da una inquietudine di fondo che li rende assai efficaci. Ma tutte le otto canzoni presenti rivelano le doti del sestetto, guidato con mano ferma dal vocalist De Wilde, un gruppo assai coeso (anche se di relativa recente formazione) che lascia spazio ad ogni membro della line-up. “Doorkicker03” non è l’unico episodio che palesa confortanti segni di condivisione con i floridiani (temo ormai dispersi) Seasons of the Wolf: una linea di continuità che lascia ben sperare, potendo i belgi contare sull’appoggio di una label attenta quale la WormHoleDeath sono assolutamente certo che il futuro ci riserverà nuove prove ed ulteriori soddisfazioni. Coraggiosi e dotati.  

 Tracklist: 

  1. Sacrosanct Men
  2. Lazarus
  3. Robotized
  4. Pitch Black
  5. Doorkicker03
  6. This Blood’s for You
  7. Sameness
  8. Own Worst Enemy 

 

Line-up:
Filip De Wilde – voce
Jan Van Der Poorten – chitarra
Ivan De Strooper – chitarra
Robbie Eelbode – tastiera
Gunther ‘Gunny’ Poppe – basso
Nico Regelbrugge – batteria