Il genere dell’ambient music col tempo è diventato inflazionato. Le felici intuizioni dei grandi Steve Roach, Robert Rich e Michael Stearns hanno progressivamente lasciato spazio a una sfilza di epigoni non sempre all’altezza. E loro stessi si sono ripetuti, come è possibile ascoltare nella produzione di Steve Roach, con soluzioni di maniera. Anche se ormai sono 40 anni che è sulla breccia il norvegese Erik Wøllo è sicuramente uno degli artisti della musica ambientale che ha saputo mantenersi integro avendo sempre qualcosa da dire. Ne è una conferma il recente Recurrence uscito per l’etichetta americana Projekt, una garanzia quando si parla di certi suoni (nella sua scuderia troviamo anche il citato Steve Roach). In quest’album troviamo un’alternanza fra una musica elettronica, quieta e meditativa e atmosfere tribali. L’iniziale title-track inizia in maniera evanescente per poi avventurarsi in territori cari ai Tangerine Dream del periodo Virgin. La successiva “The Presence Of Future” ci avvolge invece in spirali sciamaniche che evocano il “tempo de sogno” descritto da Steve Roach in “Dreamtime Return”. “Oblivion” è un gioiello unico, di una raffinatezza irreale mentre “Clouds Forever” ha qualcosa del Michael Stearns più spaziale. “Dream River “ è a mio avviso uno dei momenti migliori di questo disco con le sue armonie che sembrano provenire da un altro mondo. Le ultime 3 tracce ovvero “Cloud Circles”, “Chime Rain” e “Afterprints” non compaiono nella versione in cd ma soltanto, abbastanza inspiegabilmente, in quella digitale. Peccato anche perché la musica rimane più che mai ispirata senza subire cali di tensione ed anzi prolungando l’esperienza dell’ascolto. Se amate la synth-music più eterea troverete qui pane per i vostri denti. Disponibile su Bandcamp: https://projektrecords.bandcamp.com/album/recurrence.