Forse qualcuno ricorderà Ben Chasny per aver partecipato a Blacks Ships Ate The Sky dei Current 93. In realtà i più scafati lo conosceranno probabilmente per il suo progetto di culto Six Organs Of Admittance. Siamo di fronte ad un grande artista che non è mai sceso a compromessi pubblicando una serie di album molto interessanti che hanno esplorato sonorità folk e sperimentazione. In questo nuovo lavoro intitolato The Veiled Sea Ben Chasny sposta ancora più in là i confini della sua ricerca estetica riaggiornando i canoni della psichedelia e del krautrock. L’iniziale “Local Clokcs” è un collage rumoristico degno dei Faust mentre nella successiva “Somewhere In The Hexagon Of Saturn” troviamo la sua chitarra elettrica in grande evidenza su un soffuso tappeto di elettronica cosmica. Mi sono venute in mente delle reminiscenze dei grandi Ash Ra Tempel e dei gruppi psichedelici californiani dei ‘60. In “All That You Left You” le atmosfere cambiano completamente: si tratta di una traccia dallo stile quasi industrial in cui però non manca mai il tipico tocco acido della sua chitarra. “Old Dawn” è invece un brano di raffinata musica ambient che sembra uscito da un disco di Brian Eno o del Vidna Obmana più evanescente. In “Last Station, Veiled Sea” la musica diventa minimale per poi addentrarsi in territori metallici e post-rock. La chiusura è affidata alla cover di “J’ai mal aux dents” dei geniali Faust proveniente dal celebre 71 Minutes Of Faust. Il trattamento di Ben Chasny è all’insegna di un tribalismo forsennato e caotico e di sonorità deviate. Nuovo centro per Six Organs Of Admittance, un nome sotterraneo ma nondimeno necessario che emerge dalla mediocrità imperante. Disponibile su Bandcamp: https://threelobed.bandcamp.com/album/the-veiled-sea.