I goth-revivalists (almeno questa concedetemela) Sonsombre giungono al quarto episodio di una carriera improntata sulla tenace reiterazione del purissimo gothic-rock sisteriano. 

Giusto riconoscere a Brandon Pybus il merito di aderire fideisticamente ad una corrente di pensiero che non si limita, e non va limitata, alla mera componente sonora/esecutiva. Egli ed i suoi colleghi “vivono” il gothic-rock, propugnando la loro fede senza curarsi delle reazioni o di quanto la loro opera venga apprezzata/accolta. Revival (titolo che più dichiarazione d’intenti di così…) è di recentissima pubblicazione (giugno dell’anno corrente), ma potrebbe datare 1985 o poco oltre, tanto i suoi contenuti ricalcano IL DISCO che per il rock gotico rappresenta l’archetipo, il modello definitivo. Ed è la naturale prosecuzione di un percorso che si fonda sul principio, sacrosanto, dell’adesione ad un canone ormai consolidato. Ecco che le veementi “Dance forever”, “Reborn” e “Coming down” (episodio ove fa la sua comparsa una voce muliebre che stabilisce un ovvio punto di contatto con la versione aggiornata di “Temple of love”, ma non devo certo segnarvi io la via…) vanno ad aggiungersi ad una collezione corposa, ed essendo Pybus un assiduo habitué delle lande più oscure e pervicacemente legate ad un romantico ideale di goth, imputargli di possedere una visione ottusa significherebbe senza altro recargli torto. Revival è un disco di solidissimo goth-rock, ed è quanto i suoi creatori intendevano. Che poi i Burning Gates si collochino un gradino più in alto dell’act della Virginia, questo per Pybus ed accoliti può rappresentare uno stimolo per il futuro. Goth on and on.