Nuovo album per Allerseelen anche se, in realtà, si tratta della riedizione della loro prima cassetta intitolata Morgenröte. Tuttavia la novità è che la prima parte di questa nuova versione contiene materiale nuovo che verrà presto reso disponibile in vinile. La seconda parte racchiude invece le vecchie composizioni pubblicate in origine nel lontano 1988 nella prima edizione di Morgenröte. A breve anche questo materiale verrà ristampato in formato cassetta C60. In pratica è come se ascoltassimo 2 dischi diversissimi fra loro riuniti in unico cd. Si tratta, a ben vedere, di una scelta un po’ bizzarra. Le nuove canzoni di Allerseelen sono infatti dirette e senza fronzoli, nello stile della loro ultima produzione e con un approccio per certi versi simile agli ultimi Der Blutharsch, quelli della svolta psichedelica e Krautrock. Forse questo mio accostamento è dovuto in parte anche alla presenza della voce femminile che mi ricorda quella di Marthynna dei Blutharsch. In ogni caso il sound suona fresco, pulito e compatto, con il violino a donare un tocco particolare. Le atmosfere sono ora pacate e rilassate ora più concitate e marziali. Le composizioni sono tutte di buon livello e basate su ritmiche possenti con un bel basso pulsante in evidenza. L’ultima canzone “Dolce Vita” si caratterizza invece per suoni elettronici e “danzerecci”. Come si diceva la seconda parte di questo cd contiene il Morgenröte originale in cui possiamo ascoltare la prima fase musicale di Allerseelen nel solco di un cupo dark-ambient. La musica è caratterizzata da loop ipnotici in cui si possono riconoscere strumenti a percussioni e voci subliminali. Attraverso mezzi assolutamente minimali Gerhard Hallstatt conduce l’ascoltatore in un’altra dimensione dischiudendogli il Velo di Maya della realtà di cui parlava Schopenhauer.