Mongolito è il progetto, attivo ormai da 10 anni, del chitarrista Mar DeBacker chitarrista dei Wolvennest, un gruppo che forse qualcuno conosce e di cui ho parlato a proposito di una collaborazione con i Der Blutharsch di Albin Julius. Dopo una serie di CDR ha poi pubblicato 4 album per l’etichetta Hau Ruck!. Ora esce il nuovo disco, sempre per la Hau Ruck!, intitolato Pure. Marc DeBacker ha un background musicale piuttosto variegato con influenze che spaziano dal metal, all’ambient, all’industrial e alla new wave. Nelle intenzioni di DeBacker Mongolito è una sorta di progetto multimediale ma questo aspetto lo si può cogliere principalmente nelle esibizioni dal vivo dove vengono proiettati immagini e film che aiutano gli spettatori a concentrarsi e ad entrare in simbiosi con la musica. Durante l’ascolto di “Pure” non ho faticato a comprendere l’importanza data dall’artista all’aspetto visuale. Pur essendo musica che vive di vita propria queste composizioni lasciano trasparire una indubbia qualità cinematica. Si tratta di un rock chitarristico molto d’atmosfera che fa viaggiare la mente verso paesaggi interiori e situazioni emozionali molto intense. L’iniziale “Balaclava” ci introduce nel “mood” di “Pure” con tenui e malinconici ricami chitarristici per poi proseguire in maniera più concitata. Le sonorità della chitarra sono minimali, come nella rarefatta “Ultrasolution”, una traccia evanescente. I brani sono tutti strumentali con pochi momenti in cui emerge una voce trattata come in “Years Of Nothingness”. “Slowly” vira invece su un sound rock potente e psichedelico. Un disco da ascoltare in pomeriggi piovosi e tristi. Disponibile su Bandcamp: https://hauruck.bandcamp.com/album/pure.