Da noi è praticamente sconosciuta, Adna Kadic (in arte utilizza il solo nome), finissima cantautrice di Gothenburg  di origini bosniache (il brano che apre il presente disco porte il titolo di “Kad Procvatu Behari” ed è ben più che un omaggio alla sua – martoriata – terra natia). Eppure ha già pubblicato un omonimo ep di debutto (ne. 2012), seguito da tre dischi lunghi, “Night” (2014), “Run, Lucifer” (2015) ed il ben accolto “Closure” del 2017. Non una novellina adunque, ed infatti da saggio della propria bravura, intessendo con grazia nove canzoni (oltre alla citata opening) ove la sua voce (troverete riferimenti in tante sue colleghe e connazionali – svedesi preciso – che negli ultimi anni hanno ottenuto meritati consensi) spicca su un tessuto sonoro rarefatto, a tratti freddo. Canta con minimo trasporto, eppure riesce ad attrarre a sé l’ascoltatore, trasportato dal flusso continuo delle note; l’elegiaca “November”, la più movimentata “Black water”, l’introversa “Bloom”, l’asciutta “This, now, here” che chiude il disco, composizione magnifica che non teme il confronto con quanto proposto da nomi ben più acclamati, titoli che s’inseriscono in un contesto più ampio, ove la protagonista è lei, Adna. Canzoni per l’imminente autunno.