Sunsûr in lingua Friulana significa sussurro, bisbiglio. E’ il titolo (al plurale, “Sunsûrs”) di un programma condotto dalla brava Mojra B. in onda sulle frequenze di Radio Onde Furlane. Cercatelo su spreaker, se il vostro animo propende per musiche raffinate e caratterizzate da una dolcissima melancolia, ne verrete attratti. Lo ascoltavo in replica, la domenica, spesso in automobile rientrando dalla visita alla mamma. In inverno, lo associo a vetri rigati dalla pioggia, gocce che scivolano via veloci sulla superficie liscia. 

Anna Arco/Anna Berglund è una cantante /polistrumentista svedese che pubblica in questo, ancora tormentato 2021 il suo secondo disco. 

Sad secret songs segue di due anni l’esordio “Songs within the spectrum”, ma Anna vanta una esperienza solida, acquisita frequentando con profitto ambienti jazz (nel 2018 ha conseguito un master in voce jazz). Compone, esegue, gestisce la propria etichetta, è (o forse fu) caporedattrice (prima donna) di una rivista jazz che gode di grande tradizione e rispetto. Il nome d’arte che si è scelta, Anna Arco, esprime già molto della sua marcata personalità. Etica DIY manifesta, convinta. 

Poi c’è la musica, ci sono queste otto cantiche profonde, riflessive, attraversate da una vena dark che la sua voce interpreta con trasporto. Brani che vantano un corpo strumentale ben sviluppato, il suono è rifinito, l’amalgama con la voce è perfetta. Sarà anche anarchica, Anna Arco, ma non per quanto riguarda la cura del “prodotto”, aspetto importantissimo che specifica rispetto per sé in quanto Artista e per il suo pubblico. Sad secret songs contiene riflessioni, appunti scritti su un foglio, esprime dolore (per la perdita della sua migliore amica, evento drammaticamente reale). Canzoni che vestono i panni di un art/dark/pop magnifico. Che nella scaletta di Sunsûrs si calerebbe in tutta la sua ermetica beltà.